martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Delitto di Trapani: fermata anche l’amante del marito della vittima
Pubblicato il 10-07-2012


Con l’accusa di aver ucciso e poi carbonizzato Maria Anastasi, casalinga 39enne incinta di 9 mesi, la Procura di Trapani ha fermato all’alba di oggi Giovanna Purpura, anche lei di 39 anni, amante di Salvatore Savalli, marito della vittima. La svolta nelle indagini, che ha portato all’arresto della Purpura, è arrivata dopo le dichiarazioni rese ieri davanti al gip di Savalli, che ha accusato l’amante di avere ucciso la moglie dopo un diverbio. L’uomo si trova già in carcere perché ritenuto l’esecutore dell’omicidio della moglie.

IL FERMO – I carabinieri di Trapani hanno eseguito il provvedimento di fermo, firmato dal Procuratore Marcello Viola, dopo l’ultima deposizione di Savalli: l’uomo ha scaricato tutta la responsabilità del delitto sull’amante. «Giovanna ha prima colpito mia moglie con un piccone, per 8 volte», ha raccontato il marito della vittima al gip, aggiungendo che la Purpura avrebbe «poi cosparso il suo corpo di benzina appiccando il fuoco». Ieri sera Giovanna Purpura è stata interrogata nuovamente dai magistrati poi, all’alba di oggi, il fermo. Sempre nella giornata di ieri il gip di Trapani ha convalidato anche il fermo per Savalli, accusato di omicidio.

LE ACCUSE A VICENDA – I due amanti, fin dalle prime fasi delle indagini, si sono accusati a vicenda: sentita dagli inquirenti come persona informata sui fatti, la Purpura aveva ammesso di essere stata presente al momento dell’omicidio, sostenendo che a compierlo fosse stato Salvatore Savalli mentre lei assisteva alla scena, impietrita per il terrore. Ruoli invertiti nel racconto dell’uomo.

INCONGRUENZE NEL RACCONTO DI SAVALLI – Ma Savalli ha fornito diverse versioni dei fatti. In un primo momento, infatti, nella tarda serata di martedì aveva denunciato ai carabinieri la scomparsa della moglie, affermando di essere uscito con lei per un giro un macchina e che, dopo una sosta per orinare, al suo ritorno, Maria Anastasi fosse scomparsa dall’auto. A smentirlo, da subito, erano stati i suoi tre figli i quali avevano raccontato che Savalli, il giorno dell’omicidio, si era allontanato con le due donne, portando con sé un bidone pieno di benzina.

L’ARMA DEL DELITTO – Secondo le indagini dei carabinieri, il piccone, l’arma del delitto, sarebbe stato comprato da Savalli nei giorni precedenti l’omicidio e custodito nell’automobile dell’uomo. Maria Anastasi ha trovato la morte proprio nel giorno del suo compleanno e un paio di settimane prima del parto del quarto figlio. Sarebbe stata una bambina.

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