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Opinioni e commenti
 

Ecofin, Monti: Per noi virtuosi lo scudo anti-spread, per gli altri la Troika
Pubblicato il 11-07-2012


Ci sono aiuti e aiuti. Monti lo sa e pure gli speculatori sempre a caccia di Paesi in bilico tra ripresa e depressione. Non a caso al termine dell’Ecofin, ieri a Bruxelles, il Professore ha sottolineato con forza la differenza tra i Paesi «virtuosi» che meritano di godere dello scudo anti-spread e le “pecore nere” dell’eurozona che invece necessitano degli aiuti europei e dell’intervento della troika (Fmi, Bce e Commissione), come Grecia, Portogallo e Irlanda. E noi siamo a pieno titolo tra le nazioni virtuose, dotate di buona volontà (vedi le “lacrime e sangue” imposte dalla Fornero o la spending review comminata da Bondi) e capitanate da un esecutivo di tecnici forti di grande credibilità in Europa. Dote non da poco se gli speculatori vengono anche da quelle parti.

IL DISTINGUO DI MONTI – I Paesi «virtuosi» potranno ricorrere al meccanismo anti-spread, ossia «modalità di intervento per il sostegno temporaneo, con acquisti su mercato secondario e primario di titoli emessi da un certo Paese a scopo di contenimento delle fluttuazioni degli spread». Il primo passo per godere dello scudo anti-spread consiste nel sottoscrivere un memorandum d’intesa leggero e «non un memorandum plus come quello dei paesi sotto assistenza, che sono soggetti alla troika» e che sono caratterizzati da «squilibri nei conti» ha rimarcato Monti. Il capo del governo si è poi augurato che «l’Italia – essendosi messa sulla dura strada dei conti in ordine – non si appresti ad avere bisogno di interventi del primo tipo, ma potrebbe avere bisogno di interventi del secondo tipo».

IL VIA LIBERA ALLA FASE PILOTA DEI PROJECT BOND –  Dopo giorni di trattative, ieri il Consiglio ha dato il via libera alla fase pilota dei cosiddetti ‘project bond’: si tratta di uno strumento di finanziamento pubblico-privato che prevede la mobilizzazione di 4,5 miliardi di euro destinati al settore privato per l’implementazione di progetti infrastrutturali. Il piano vedrà la partecipazione della Bei (la Banca europea degli investimenti) e di fondi Ue a copertura dei rischi e prevede l’assegnazione di circa 200 milioni di euro per progetti nel settore dei trasporti, 10 milioni per quello energetico e 20 milioni per le telecomunicazioni e la banda larga. Qualora si dovessero riscontrare risultati positivi in termini di aumento della crescita e dell’occupazione, allora a questa fase pilota succederà una vera e propria “fase operativa” tra il 2014 e il 2020.

LO SPREAD CALA DI 14 PUNTI – In seguito alle decisioni adottate durante l’Ecofin, il differenziale tra i rendimenti dei Btp decennali e i Bund tedeschi ha registrato una lieve riduzione, attestandosi a 465 punti base, 14 punti in meno rispetto alla chiusura di ieri. Il rendimento dei titoli è stato del 5,96%, dopo una puntata, sempre ieri, al di sopra del 6%.

Silvia Sequi

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