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ESCLUSIVA – EMMA MARCEGAGLIA RICORDA PININFARINA: «MI HA TRASMESSO LA SERIETA’ E IL SENSO ISITUZIONALE. ERO MOLTO LEGATA AL FIGLIO»
Pubblicato il 03-07-2012


«Avevo poco più di vent’anni quando Sergio Pininfarina era Presidente di Confindustria guidandola in uno dei suoi quadrienni di transizione tra i più delicati. Mi ha insegnato tanto: mi ha trasmesso valori fondamentali come la serietà, il rigore morale, il senso istituzionale. Lo ricordo con affetto e grande commozione. Con lui perdiamo una persona molto retta». Dal mondo di Confindustria arriva in esclusiva per l’Avanti!online il ricordo personale dell’ex Presidente di Confederazione degli Industriali, Emma Marcegaglia che, commossa, ha subito puntualizzato quanto fosse vicina al senatore a vita Sergio Pininfarina scomparso questa notte a Torino a 85 anni.  Ma anche quale rapporto di sincera amicizia la legasse ad Andrea Pininfarina, figlio di Sergio, scomparso tragicamente all’età di cinquantuno anni, il 7 agosto 2008, in seguito a un incidente stradale alla guida della sua Vespa GT60.

MARCEGAGLIA, ERO MOLTO LEGATA AL FIGLIO ANDREA – «Ero molto amica del figlio Andrea – ha continuato Emma Marcegaglia – avevamo uno spendido rapporto, eravamo molto legati. Tanto che che dopo la sua morte ho voluto fortemente che gli fosse dedicata una sala in Confindustria». Un uomo di rigore ma anche e soprattutto un esempio di imprenditore ante litteram. «Con la scomparsa di Sergio Pininfarina – ha aggiunto l’ex presidente di Confindustria – tutti noi perdiamo una delle figure più illustri dell’imprenditoria italiana, della nostra industria manifatturiera e del capitalismo familiare del nostro paese».

AMBASCIATORE DEL MADE IN ITALY – Con la scomparsa nella notte di Sergio Pininfarina, perdiamo uno dei più importanti nomi italiani radicati nel tessuto complesso e impenetrabile dell’olimpo della cultura mondiale. Pininfarina fino ad oltreoceano ha reso indelebile il made in Italy, quell’impronta italiana che l’imprenditore ha esportato nel resto del mondo: qualità e creatività, forme nuove ed inconfondibili che hanno segnato la storia automobilistica e del design con le linee storiche di alcune tra le automobili più richieste dagli appassionati. Dal mondo della politica e della cultura sono stati molti i ricordi commossi e personali legati allo storico designer ed ingegniere italiano. E la notizia, che ha fatto il giro del mondo, ha richiamato l’attenzione su uno dei momenti più brillanti della storia industriale italiana inaugurata da storici personaggi come Sergio Pininfarina.

DAGLI ANNI ’30 AI ’50: “PININ” RE DEL DESIGN – La celebre firma Pinifarina nasce dal soprannome con il quale il padre di Sergio, Battista Farina, era solito firmarsi. Quel “Pinin” che nel 1961, con decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, venne aggiunto all’originario cognome Farina. Pininfarina: la formula completa, che già dal 1930 dava il nome alle carrozzerie della famiglia delle quali, in giovane età, Sergio prese la direzione. Il nuovo cognome accompagnò per tutta la vita il genio del design italiano. Nel 1950 si laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, la sua città natale, ma approfondì le proprie conoscenze all’estero tra Inghilterra e Stati Uniti. Proprio al termine degli anni ’50 l’azienda divenne celebre per l’armonia delle forme create dalla matita di Pininfarina unite alle tecniche più all’avanguardia, con le forme eleganti quanto innovative che permisero alle prime automobili sportive di raggiungere una velocità garantita dall’ergonomicità del design.

SENATORE A VITA E PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA – Ed è proprio la precisione dei modelli e l’aerodinamicità delle carrozzerie che intorno agli anni ’80 permisero all’azienda di raggiungere alcuni dei risultati più importanti collaborando con modelli e marchi di automobili sportive tra cui la Ferrari. Ma Sergio Pininfarina non è stato solo uno noto designer, ha anche ricoperto molti ruoli importanti a carattere nazionale: dal 1988 al 1992 è stato presidente di Confindustria e Senatore a vita a partire dal settembre del 2005 quando a nominarlo fu il presidente della Repubblica dell’epoca, Carlo Azeglio Ciampi.

IL RICORDO DI SQUINZI – E dal presidente attuale di Confindustria, Giorgio Squinzi, arriva il ricordo di Pininfarina nel giorno della morte del grande industriale: «E’ un simbolo che se ne va. Ho avuto modo di conoscerlo e frequentarlo in Confindustria. E’ stato uno dei grandi dell’industria italiana, uno degli esempi del made in Italy conosciuto in tutto il mondo».

IL SALUTO DAL PIEMONTE, LA TERRA DI PININFARINA – Tra gli altri ricordi non poteva mancare quello del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che ha riportato alla memoria l’impegno di Sergio Pininfarina speso per la regione piemontese e di come sia stato in grado di «guardare lontano, andando oltre il suo ruolo di industriale». Anche il sindaco di Torino Piero Fassino ha espresso il proprio cordoglio e quello della città che diede i natali al grande industriale: «Sergio Pininfarina e’ stato un protagonista della storia dell’automobile e della storia di Torino. Un uomo che con la sua creatività, universalmente riconosciuta, ha fatto del design industriale uno dei timbri forti del made in Italy. Un uomo garbato che ha saputo sempre unire alla forte vocazione imprenditoriale un sincero spirito civico e un alto senso delle istituzioni. Torino lo ricorda con commozione e gratitudine e si stringe con affetto alla sua famiglia e ai suoi amici».

WESTER, MASERATI: LE AUTO CHE FIRMO’ IL GRANDE AMICO – A ricordarlo è giunta anche la dichiarazione del Ceo di Maserati, uno dei marchi automobilistici con le quali Pininfarina ha dato alla luce alcuni tra i modelli più celebri: «Con Sergio Pininfarina l’Italia perde uno dei suoi più prestigiosi ambasciatori nel mondo e la Maserati un grande amico». A parlare è Harald Wester di Maserati Spa: «Da sempre estimatore del marchio del Tridente, per cui già il padre Pinin aveva disegnato vetture negli anni Quaranta e Cinquanta. Sergio e’ stato l’artefice del grande ritorno del design Pininfarina sulle vetture Maserati quando, nel 2003, disegno’ la Quattroporte. Successivamente, assieme al figlio Andrea, Sergio ha contribuito a dare alla luce altri due capolavori dello stile italiano: le Maserati GranTurismo e GranCabrio. Il suo posto nella storia dell’automobile e della cultura del nostro Paese e’ di assoluto rilievo. A tutti noi manchera’ moltissimo».

Lucio Filipponio / Vittoria de Petra

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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