lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Europa, riscoperta del principio di uguaglianza e futuro del socialismo
Pubblicato il 04-07-2012


Nel nostro  tempo la crisi del modello sociale liberale sembra ormai inarrestabile. Il pensiero dei grandi teorici del neoliberismo, come Hayek e Nozick, che avevano preso posizione non solo contro il socialismo ma anche contro il keynesismo e lo Stato sociale, sembra passato di moda. L’idea che l’ordine economico è un meccanismo autonomo e spontaneo che produce ordine sociale e non oppressione sembra tramontato. Ma soprattutto è in crisi anche la teoria di Rawls che ha proposto una correzione del liberalismo classico in direzione di una società giusta che abbia come fine il benessere di tutti i suoi membri.

DAL VECCHIO AL NUOVO CAPITALISMO – Oggi assistiamo al fallimento di un certo tipo di capitalismo che in qualche modo aveva provato a comporre i conflitti tra le classi sociali, a dare un ruolo rilevante ai sindacati e alle forze popolari, ricercando una via mediana tra Stato e mercato. Questa struttura oggi è crollata, abbattuta negli ultimi anni dalla crisi di un modello di società fondata sulla legge del più forte e sulla violenza sociale. Di fronte all’aggressività di questo nuovo capitalismo il socialismo non è stato in grado di reagire, arrendendosi all’idea che non si poteva fare diversamente, che questa era la dura necessità storica. Le leggi del mercato, la globalizzazione sono processi inarrestabili. La sinistra ha quindi accettato il sistema liberale basato fondamentalmente sulla disuguaglianza. La disuguaglianza intesa non solo come disparità di mezzi  economici tra i suoi membri ma soprattutto come valore. La legge del più forte è diventata la morale corrente, alla base dei rapporti sociali di oggi. Ad un certo punto è apparso normale che la società dovesse funzionare a questo modo.

IL PUNTO DI ROTTURA – Fino a quando è risultato evidente che la sinistra aveva perso il contatto con le classi popolari, come dimostra, l’avanzata dell’estrema destra populista nei Paesi europei. Ma è stata la crisi economica del 2008 a denunciare i limiti del capitalismo che ha portato i popoli al disastro. Un sistema ingiusto, instabile  che ha prodotto pochi ricchi e molti disoccupati, avendo come obiettivo l’acquisizione e la concentrazione della ricchezza. Oggi tutti sono convinti, anche i liberali, che il sistema non funziona più. Gli Stati sono vieppiù costretti a indebitarsi ad alto prezzo sia a breve che a lungo termine per salvare l’economia dalla catastrofe.

CAPITALISMO VS SOCIALISMO? – Ma ora qualcuno ripropone la vecchia tesi dell’equivalenza tra la crisi del neoliberismo e la crisi della socialdemocrazia. L’esaurimento del modello socialdemocratico emergerebbe contemporaneamente alla constatazione del fallimento dello schema capitalistico e della sua incapacità  ad assicurare l’ordine e a dare risposte ai problemi sociali ed economici del presente. Tale posizione sottintende la convinzione che capitalismo e socialismo siano le facce della stessa medaglia.

IL COMPITO DEL SOCIALISMO OGGI – Questa tesi è chiaramente una forzatura polemica e una lettura  miope della realtà. Nel contesto nel quale viviamo l’ideologia socialista appare non solo essenziale per assicurare ordine e speranza nel futuro ma anche fondamentale per la democrazia. L’uguaglianza è un  fattore genetico originario del socialismo e  valore imprescindibile di ogni democrazia. Purtroppo negli ultimi anni la sinistra ha rinunciato al suo obiettivo fondante. Ha rinunciato all’ideale dell’uguaglianza, quanto meno in partenza. Ha rinunciato alla lotta per realizzare uno Stato che mediasse il conflitto tra i potenti e gli umili in modo da assicurare a tutti stabilità e pace sociale. Compito del socialismo, oggi più che mai, è quello di abbattere i privilegi della casta e proporsi in prima linea nella lotta per la giustizia sociale allo scopo di accorciare la distanza sempre maggiore che separa i ricchi e i poveri. Non può essere tollerabile la scandalosa disparità dei mezzi economici a disposizione dei cittadini. E’ necessario tenere sotto  controllo il sistema finanziario, contrastando l’idea che è indispensabile liberalizzare gli scambi ed eliminare ogni regola.

RISCOPRIRE IL VANTAGGIO DI UNA SOCIETA’ EQUILIBRATA – La via  non può essere che quella di perseguire un modello sociale in cui ci sia più comunità tra le persone, meno differenza negli stili di vita tra chi rappresenta il potere e chi è governato dal potere. Tutti devono sentirsi  più vicini,  più uguali, più somiglianti, più membri di una comunità, pur nel rispetto delle competenze e dei meriti di ciascuno. Il liberalismo ha condotto al disordine. Ma il disordine è la legge del più forte. Bisogna riscoprire il vantaggio di una società equilibrata, rimettere ordine, stabilire nuove regole.

VOGLIAMO UN’ALTRA EUROPA – In questo contesto di idee anche il discorso sull’Europa diventa più concreto e gli obiettivi di collaborazione e di unità tra le Nazioni Europee apparirà più attendibile. I sacrifici che si richiedono ai cittadini europei potranno essere accettati dalla gente se si crea uno spazio di crescita comune, industriale, scientifico, culturale. In nome del libero mercato non si può buttare a mare l’Europa. Non si tratta di essere antieuropei ma di volere un’altra Europa. Se non si vuole che dilaghi il populismo bisogna che la sinistra dica ad alta voce queste cose.

Alfonso Siano

 

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Commenti all'articolo
  1. Credo il problema non sia la contrapposizione capitalismo/socialismo. Il vero problema e’ che nel nostro paese – come in altri oggi in profonda crisi- troppi compiono veri e propri atti di ladrocinio in danno dello stato e della società per loro mero interesse personale. E’ la contrapposizione onesti/ disonesti a doverci preoccupare. Non c’e analisi di mercato che possa reggere se non mette in conto la “distrazione” del patrimonio dello stato per meri interessi personali.

  2. Anche il Presidente Napolitano, nell’intervista rilasciata a Scalfari ed oggi pubblicata su Repubblica, citando Einaudi afferma: “La libertà è un principio fondamentale e l’eguaglianza pure: così si costruiscono le libere società e si fa crescere la democrazia”.

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