domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fabrizio Corona, da re dei paparazzi a sorvegliato speciale: non si esce senza permesso
Pubblicato il 07-07-2012


Al limite tra finzione e realtà, si ripete la storiella del monello italiano Fabrizio Corona, talmente tanto spesso fuori dalle righe da essere banalmente ripetitivo. Ma agli italiani piace sentir parlare di lui e, se in passato l’illecito, come sempre ingrandito da stampa e media, era un’onta in grado di piegare carriere brillanti nello sdegno dell’opinione pubblica, il “caso Corona” dimostra come l’essere al limite dell’illegalità (o, peggio ancora, sguazzandoci dentro) sia diventata una sonante opportunità di business.

UN MODERNO BRIGHELLA – Così, il moderno Brighella di origine catanese, ha fatto in modo, più o meno incosapevolmente, di farne una più del diavolo, ma una volta per tutte viene “mazzolato” dalla maestra: i giudici di Milano, ritenendolo un elemento «pericoloso per la sicurezza e per la pubblica moralità», lo hanno condannato ad una “insostenibile” vita proba e onesta, dimostrando l’impossibile, ovvero che il contrappasso non è solo una legge divina, ma funziona anche tra i comuni mortali.

“SORVEGLIATO SPECIALE” O EDUCANDO SPECIALE? – Qualsiasi connotazione si voglia dare all’ex paparazzo, la notizia è che per un anno e mezzo non potrà più uscire di casa, previo permesso alla polizia. Ma la “punizione” non finisce qui: secondo quanto si legge nel provvedimento relativo all’applicazione della misura di sorveglianza speciale richiesta dalla Direzione Nazionale antimafia, Corona non potrà lasciare la propria abitazione dalle 21 alle 7 di mattina. Inoltre, lo scalmanato viveur, al quale sarà impossibile “fare serata” in discoteca, dovrà «fissare la propria dimora e farla conoscere, entro trenta giorni dal presente decreto, alla competente autorità di Ps – che provvederà a redigere il verbale di formale sottoposizione agli obblighi imposti – non allontanandosi dalla predetta dimora senza preventivo avviso alla medesima autorità».

CONDANNATO ALL’ONESTÀ – Non solo: dovrà lavorare con regolarità, riuscendo a «vivere onestamente», svolgendo una regolare attività lavorativa e a «non associarsi abitualmente a persone che hanno subito condanne e/o sono sottoposte a misure di prevenzione e/o sicurezza». La sezione del tribunale di Milano, dedicata alle misure di prevenzione, non è stata indulgente con lo Stallone “de noantri”, soprattutto se si pensa che la misura di sorveglianza speciale è applicata a persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica. E, secondo la misura, è previsto anche il ritiro della patente, nonostante in passato sembrava che per Corona non fosse del tutto necessario guidare avendola con sé.

TRA UNA DISUBBIDIENZA E L’ALTRA – Così, dati i 73 precedenti accompagnati ad altrettanti controlli da parte della Polizia, è stato stabilito che il noto personaggio pubblico con lo sfacciato pallino (un poco adolescenziale) dell’avversione nei confronti delle regole, sia un elemento di disturbo della sicurezza e della moralità pubblica. Addirittura la Dda aveva chiesto di applicare a Corona la sorveglianza speciale per 3 anni e mezzo, ma i giudici hanno scontato la pena di due anni, giungendo alla conclusione che sarebbe bastato un periodo di un anno e mezzo. Se Corona dovesse violare qualcuna di queste misure si imbatterebbe prima in  un aggravamento con prolungamento delle prescrizioni, poi in un eventuale arresto che non sarebbe il primo per il protagonista di Vallettopoli. La finalità della misura, per quanto sembri un contrappasso dal fine educativo, è quella di esercitare un efficace controllo su Corona, che altrimenti continuerebbe a vagare a briglia sciolta tra una disubbidienza e l’altra.

Vittoria de Petra

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento