lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Formigonigate: chiesto il rinvio a giudizio per Podestà e altri nove indagati
Pubblicato il 04-07-2012


Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha chiesto il rinvio a giudizio per Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, dell’ex vice responsabile del settore elettorale del Pdl, Clotilde Strada, e di altri otto indagati in merito alle presunte firme false raccolte a sostegno della lista regionale a favore di Formigoni, “Per la Lombardia”, e della lista provinciale “Il Popolo della Libertà – Berlusconi per Formigoni”, in occasione delle elezioni regionali del 2010. Gli indagati sono accusati di falso ideologico per 926 firme ritenute false; il prossimo 12 ottobre si terrà l’udienza preliminare, dinanzi al gup Stefania Donadeo che deciderà se disporre il rinvio a giudizio o prosciogliere gli indagati.

LE PRECISAZIONI DI PODESTÀ – «Voglio precisare innanzitutto di non essermi mai occupato del problema della raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali», ha dichiarato ieri lo stesso Podestà durante l’interrogatorio, aggiungendo che di tale compito «se ne occupa da circa 15 anni Clotilde Strada», la quale lo ha invece coinvolto nella vicenda. «Non ho dubbi che si acclarerà la mia estraneità assoluta – ha affermato il presidente della Provincia di Milano – e spero che non vi sia un rinvio a giudizio. Il gip guarderà le carte e sentirà le persone interessate e trarrà le sue conclusioni. Ho fiducia nella giustizia».

L’INTERROGATORIO DI CLOTILDE STRADA – «Podestà mi guardò e mi disse: avete i certificati elettorali, usateli», ha raccontato ai magistrati milanesi Clotilde Strada, responsabile della raccolta firme per il Pdl alle ultime elezioni regionali. La Strada ha poi aggiunto d’aver spiegato a Podestà le motivazioni secondo le quali mancavano le firme, e il fatto che non ci fosse più tempo il necessario. «Gli ribadii che ormai avevamo raschiato il fondo del barile delle nostre possibilità e che certamente non eravamo in grado di raccogliere le firme necessarie». Da qui l’esortazione di Podestà di utilizzare i certificati elettorali. «A quel punto – continua la Strada – ciascuno dei consiglieri ha preso gli elenchi, compilandoli con le generalità  delle persone, apponendo le loro firme e poi autenticandole».

LA SOLIDARIETÀ DI FORMIGONI – «Podestà ha spiegato la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati, gli esprimo la mia solidarietà e sono certo che dimostrerà la sua estraneità», ha dichiarato il Presidente della regione Lombardia. «Questo conferma – ha poi aggiunto il governatore lombardo – che non è il presidente candidato responsabile della raccolta firme, ma il partito. I fatti successi sono spiacevoli, ma emergerà che il partito ha fatto le cose correttamente».

I RAPPORTI TRA LEGA E FORMIGONI – Lunedì Formigoni ha incontrato al Pirellone il neo segretario delle Lega in Lombardia, Matteo Salvini, e, ufficialmente, i toni sembrano essere stati cordiali. Il governatore ha infatti dichiarato che non vi sarà «una fiducia a tempo», poiché Lega e Pdl sono «amici e come tali vogliamo che si concretizzi di più. Faremo un tagliando ogni mese e finchè saremo soddisfatti andremo avanti». Atteggiamento positivo anche da parte di Salvini: «Siamo abbastanza soddisfatti, ma vogliamo che si faccia di più, poca politica e tanti contenuti e Formigoni ci ha detto parecchi sì».

Silvia Sequi

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