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Opinioni e commenti
 

Formigonigate, la Procura convoca per sabato il Governatore
Pubblicato il 26-07-2012


È un’estate davvero calda e movimentata  quella di Roberto Formigoni, da ieri mattina iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Maugeri. La convocazione presso la Procura a Milano è stata fissata per il prossimo sabato, ma probabilmente Formigoni non potrà presentarsi nonostante abbia «il piacere» di spiegarsi «senza il filtro dei giornali» ha dichiarato durante la conferenza stampa di ieri a Palazzo Lombardia, aggiungendo che: «Dopo aver letto le carte, nulla di nuovo è emerso, sono i soliti episodi falsi, non a me riferibili, gravemente deformati».
FORMIGONI NON LASCIA, ANZI Al numero uno del Pirellone viene contestato il reato di corruzione per una cifra di circa 8,5 milioni di euro con l’aggravante della transnazionalità per i fatti commessi a Milano e all’estero dal 2001 al 2011. Il Governatore ha sostenuto di essersi offerto anche in precedenza di parlare con i magistrati, ma «sono stati loro a non volermi sentire, perché avevano detto che non era necessario». Formigoni ha inoltre espresso il desiderio di restare al Pirellone fino al 2015, ma la decisione sul da farsi è rimandata al prossimo anno. «Il mio desiderio è portare a termine il mandato nel 2015, ma in questo momento così drammatico per la politica italiana il 2013 è un passaggio nel quale certamente sarò presente con una posizione che valuterò io, il mio partito e i miei alleati» ha promesso Formigoni. Il Governatore ha inoltre affermato che poiché la legislazione nazionale non adotta provvedimenti «abbiamo preso una delibera in cui ci auto-attribuiamo una serie di poteri di controllo anche sulle fondazioni sanitarie e le Irccs (l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico San Raffaele Pisana, N.d.R.) e spero che il governo non la impugni» ha poi concluso.

LE DICHIARAZIONI DI IGNAZIO MARINO – «Sicuramente la settimana prossima decideremo se audire in Commissione anche i revisori dei conti della Fondazione Maugeri e del San Raffaele» ha annunciato il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale dopo l’audizione del presidente della Lombardia. «Evidentemente il presidente Formigoni – ha poi aggiunto – ha voluto indicare figure che ritiene responsabili dei controlli di queste due strutture».

LA SOLIDARIETÀ DI MAURIZIO LUPI (PDL) – Il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi ha definito «assurda» l’accusa contro Formigoni aggiungendo che è in corso un «complotto internazionale» e che il presidente della Lombardia «avrà il modo di chiudere, dimostrando la sua assoluta estraneità la violenta campagna mediatica di cui da troppo tempo è vittima».

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Chissà perchè in Lombardia un assessore regionale (Monica Rizzi, Lega) viene, giustamente, dimissionata a furor di popolo dal suo partito perchè indagata per una cosa pittoresca come una falsa laurea, Bossi junior altrettanto, mentre il Celeste, sostenuto dalla stessa Lega Nord, resta al suo posto, indagato per una corruzione aggravata in concorso, tra gli altri, con l’ex assessore alla sanità, suo fratello in C.L., già arrestato.
    Una corruzione che sarebbe costata alla regione centinaia di milioni di euro.
    Le scope di Maroni e soci sono già un ricordo: il ricordo di una pagliacciata, dell’ennesima presa in giro degli elettori leghisti.
    Il punto non è la responsabilità penale o meno di Formigoni per i fatti che gli sono addebitati: a quello pensa la magistratura; se la sua permanenza in carica determina un rischio di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove, trarrà le inevitabili conseguenze, come per qualsiasi altro indagato.
    Il punto è che la Lega Nord dei barbari sognanti, con scope al seguito, ha scopato solo quelli con cui doveva regolare i suoi conti interni.
    Chi l’ha votata negli anni ha l’occasione di capire che Maroni e soci prenderanno in giro il loro elettorato esattamente come hanno sempre fatto Bossi e i suoi intimi (combriccola della quale i cosiddetti “barbari sognanti” hanno fatto parte fino a ieri).
    Intanto, ogni comune che passa dall’amministrazione leghista a una di centrosinistra rivela buchi di bilancio spaventosi.
    Sveglia, lombardi!

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