mercoledì, 23 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Formigonigate, un’altra tegola per il Governatore della Lombardia: condannato per diffamazione
Pubblicato il 12-07-2012


Ancora guai all’orizzonte per Roberto Formigoni: non solo l’inchiesta penale in corso sulle presunte firme false, relative alla sua lista per le elezioni regionali del 2010, ma anche la richiesta, oggi, del pm di Milano di una condanna ad un anno di reclusione e il pagamento di 500 euro di multa a suo carico. L’accusa è quella di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del partito dei Radicali di Marco Pannella, incriminato di aver ordito un “complotto” contro il centrodestra pochi giorni prima le Regionali di due anni fa.

L’ACCUSA A FORMIGONI – Secondo quanto ricostruito dal pm Mauro Clerici, durante due conferenze stampa del 4 e 5 marzo 2010, Formigoni «aveva prospettato una macchinazione ai danni della sua lista, ordita dai Radicali per escludere il centrodestra dalla competizione elettorale». L’accusa sostiene dunque che dalle affermazioni del Governatore della Lombardia emerge «pacifico il contenuto offensivo della reputazione degli esponenti e del movimento dei radicali». L’accusa ha inoltre ricordato la frase in cui Formigoni dichiarava che: «Ho la dimostrazione che c’è stata una macchinazione per escludere il centrodestra»; secondo il pm il Governatore ha attribuito indebitamente fatti determinati e anche di rilievo penale, come «una sorta di attentato alle istituzioni» agli esponenti Radicali e, a suo avviso, non gli può essere riconosciuta l’esimente del legittimo ricorso al diritto di critica politica». Il pubblico ministero ritiene dunque che il Governatore della Lombardia «non merita le attenuanti generiche».

LA REPLICA DEL GOVERNATORE – In seguito alla richiesta di condanna, Formigoni ha replicato, ai microfoni di Sky Tg24, dichiarando  che: «I crimini sono solo quelli dei radicali, maestri di manipolazione, di contraddizioni e di menzogna». Immediato l’annuncio di una nuova querela da parte dei Radicali poichè le recente dichiarazione del Governatore «dimostra l’inclinazione alla recidiva del personaggio», ha reso noto  il radicale Marco Cappato.

L’INCHIESTA PENALE SULLE PRESUNTE FIRME FALSE –  La settimana scorsa il procuratore aggiunto di Milano aveva chiesto il rinvio a giudizio di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano e di altri nove  indagati in merito alle presunte firme false raccolte a sostegno della lista regionale “Per la Lombardia” e la lista provinciale “Il Popolo della Libertà – Berlusconi per Formigoni”, in occasione delle elezioni amministrative del 2010. Gli indagati sono accusati di falso ideologico su 926 firme ritenute false; il prossimo 12 ottobre si terrà l’udienza preliminare dinanzi al gup  che deciderà se disporre il rinvio a giudizio o prosciogliere gli indagati.
Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento