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Opinioni e commenti
 

Francesca Reggiani in scena con ‘Spaesati’ si confessa: «Il genio dei nostri tempi? Marchionne che dice al lavoratore ‘giacché sei privilegiato e nobilitato puoi non essere pagato’»
Pubblicato il 12-07-2012


«Il genio dei nostri tempi è Marchionne che ha superato pure la Fornero. Il lavoro è un privilegio, perché nobilita l’uomo quindi lavoratore giacché sei privilegiato e nobilitato puoi non essere pagato». Non le risparmia a nessuno la brava Francesca Reggiani che in attesa di andare in scena il prossimo 16 luglio (Giardini della Filarmonica Romana, nell’ambito del festival “I Solisti del Teatro” a Roma) con la piece comica Spaesati si confessa all’Avanti!online, commentando le principali questioni politiche e sociali del momento e giocando col la storica citazione di Bakunin “una risata vi seppellirà”.

DA AVETRANA AI CINESI – Avete presente un turista all’estero? Che vede gente diversa da lui, con altri usi, altri costumi, gente che parla un’altra lingua? Ma se ti senti così nel tuo Paese? Spaesati è un viaggio, un reportage sui mutamenti profondi dell’Italia e dell’italiano. Un Paese che ha ridisegnato i suoi confini tra cronaca nera e cronaca rosa, che ha promosso i rotocalchi da parrucchiere a pilastri dell’informazione, le chiacchiere da bar in movimento di opinione. Da Atene ad Avetrana, passando da Arcore, tra Pil e sex appeal, tra import ed escort, tra diritti calpestati e delitti insoluti… Non si può andare in scena, in tempi di sparizioni e misteri senza  un criminologo .. e lei garantisce di averlo. Non si può andare in scena senza l’opinione della grande giornalista per eccellenza Federica Sciarelli … Chi l’ha vista?.. lei l’ha vista. Non si può non fare i conti con i cinesi che invadono le nostre città… dal Milione di Marco Polo, ai milioni che hanno fatto … loro. Questo e altro ancora nella caleidoscopica piece comica della Reggiani che si confessa all’Avanti!online, commentando le principali questioni politiche e sociali del momento.

Come nasce lo spettacolo?

Innanzitutto il titolo “Spaesati” nacque a novembre, quando iniziammo a metterlo in scena per la prima volta e, devo dire, all’epoca mi è sembrato non troppo calzante. A distanza di qualche mese mi rendo conto che è davvero appropriato: lo spaesamento in giro è davvero notevole. Addirittura mi sembra che abbiamo anticipato i tempi.

Perché ha scelto proprio la Loren per aprire lo spettacolo?

Credo che sia un personaggio emblematico soprattutto quando si parla della rappresentazione che gli stranieri hanno dell’Italia, una delle nostre bandiere nel mondo. È un personaggio che può dire tante cose e poi perché la interpreto da dieci anni e mi viene bene.

Si è anche reinventata economista di chiara fama?

In un certo senso sì. In scena parlerò anche della Cina perché è una realtà economica fortemente legata all’economia mondiale. Quando ero piccola c’erano solo 4 ristoranti cinesi, erano una rarità, oggi è l’inverso.

E guardando in casa nostra, cosa ne pensa della tanto discussa riforma del Lavoro?

Beh, non dimentichiamoci delle regole che non siamo abituati a seguire: il genio dei nostri tempi è Marchionne che ha superato pure la Fornero. Il lavoro è un privilegio, perché nobilita l’uomo quindi lavoratore giacché sei privilegiato e nobilitato puoi non essere pagato.

Cosa può salvare le giovani generazioni? 

L’unica certezza che hanno i ragazzi è la precarietà.

Giovani e non, tutti spaesati?

Sì, lo spaesamento è una condizione generale, basta vivere in questo Paese, poi un giorno decidi andare all’estero e venendo a contatto con il “diverso” prima ti senti spaesato appunto e poi capisci che un’altra vita è possibile.

Si sente spaesata anche facendo zapping in tv?

Sì, spaesata di fronte ad un Paese che ha ridisegnato i suoi consumi fra cronaca nera e rosa. Quiz televisivi messi chissà perché in avamposti culturali della nostra televisione. E’ Avetrana la vera Capitale d’Italia. Togliere il delitto all’italiano sarebbe un delitto: il telespettatore medio si deprime se lo privi di zio Michele. Anche se troppo pochi, in Italia ci sono ancora comici di spessore perché con i tempi che corrono le persone hanno bisogno di ridere.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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