martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Grecia, la strana storia di Antonis: da bancario spregiudicato a ristoratore etico
Pubblicato il 24-07-2012


«Ci vogliono depressi, sfiduciati, pieni di rabbia, ma oggi il vero problema è l’etica. La Crisi è un’opportunità, per cambiare le regole e ricominciare da zero». Parole piene di speranza quelle di Antonis, un trentenne greco come tanti. Ma con una storia e un piglio che forse in pochi possono vantare. Lo conosciamo dove lavora come manager di un albergo a Exarchia, quartiere universitario e “ribelle” nel cuore di Atene. Appena finito il turno, ci accompagna in un piccolo caffè, curato nei dettagli e sempre pieno di giovani. Il giorno prima lo avevamo incontrato in piazza Syntagma, davanti al Parlamento, in una delle continue mobilitazioni contro la politica e i tagli allo stato sociale.

IDEE CHIARE E TANTA VOGLIA DI FARE – Intelligenza analitica, stanco di leggere i giornali dai toni apocalittici, s’informa sulla Rete e tramite le sue conoscenze dirette. Sguardo deciso, alla fine di ogni domanda gli occhi iniziano a brillare e poi subito una risposta concreta, senza fronzoli. Fuma il tabacco, forse l’unico elemento che da queste parti unisce addirittura poliziotti e manifestanti: entrambi non hanno più soldi da spendere per le sigarette. Disponibile, diretto al punto, Antonis ha le idee chiare: nessuno spazio alle lamentele tout court e tanta voglia di fare.

LA POLITICA DEL ‘MUTUO FACILE’ – Laureato in economia, dopo l’anno di servizio militare nella guardia presidenziale, trova immediatamente lavoro nel colosso bancario internazionale Citibank. In meno di tre anni passa dal ruolo di consulente a quello di manager di una filiale. La carriera è veloce e Antonis è un perfezionista. Sta per andare in Spagna per un master quando si fa strada un quesito cruciale: continuare nel mondo della finanza oppure no? «Quando lavoravo in banca c’era una sorta di campagna del ‘Free money’ – racconta Antonis – dovevamo prestare soldi a tutti, invogliare la gente a sottoscrivere mutui e prestiti, praticamente senza garanzie. Ho capito come funzionava il sistema e ho deciso che non ne volevo fare parte». In quel momento la Crisi è agli albori e la culla dell’Europa sta appena mettendo piede nel baratro attuale.

LA CRISI E’ COME UN KARMA – Antonis decide di fare nuove esperienze: un anno di volontariato sull’isola di Creta con una Ong che si occupa di arte per il sociale. Finiti i soldi, torna ad Atene e incomincia una serie di lavori, fino a quando decide di aprire con la famiglia una taverna tradizionale in un quartiere popolare: «Un buon modo per sopravvivere insieme». Nella Capitale, infatti, i nuovi poveri aumentano a vista d’occhio, cibo e casa sono diventati un problema e non c’è la solidarietà che si trova nei piccoli centri: «Qui sei quello che guadagni e non c’è nemmeno la terra da coltivare per sfamarsi». «Quello che ci sta succedendo è come un karma – racconta il giovane greco – se fai qualcosa, ti torna indietro. L’Europa ha vissuto per anni alle spalle del Terzo mondo e ora tocca a noi. La crisi è la nostra opportunità per uscire dall’illusione in cui abbiamo vissuto per anni».

NON C’E’ TEMPO DA PERDERE – Soprattutto per i giovani la crisi sembra aver rimesso in moto molte energie: a Exarchia in particolare, ma anche negli altri quartieri di Atene, è facile vedere annunci di assemblee e iniziative auto-organizzate dal basso, un fermento continuo e una grande voglia di darsi da fare, di mettersi in gioco in prima persona. «Ognuno di noi può fare qualcosa – rilancia con parole da leader – prima di tutto tenere accesa la speranza. La gente deve capire che ha molto potere: può dire no, spegnere la tv, dire la propria e organizzarsi». Antonis spegne l’ennesima sigaretta, mentre si dice «orgoglioso» della sua storia. Beve un sorso d’acqua e ci saluta cortesemente: deve andare ad aprire la taverna. Da queste parti, non c’è tempo da perdere.

Tommaso Della Longa

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Commenti all'articolo
  1. Finalmente un giovane che ha capito veramente che cosa è l’economia!
    Dobbiamo tutti (giovani, menogiovani, anziani e vecchi) rimboccarci le maniche e affrontare il futuro avendo come obiettivo il salvataggio del pianeta perché a questi ritmi di crescita demografica e dei consumi la terra farà la fine dell’isola di Pasqua.

  2. La storia di Antonis è molto significativa, perchè sottolinea come, di fondo, il vero problema del “sistema” non siano tanto le leggi, i codici, il Pil o che altro, ma l’uomo. Se l’uomo cambia, il “sistema” cambierà con esso. Infatti, anche il miglior dei mondi possibile, abitato da uomini mediocri, finirà sempre nel modo peggiore. Avremmo bisogno di uomini, non di “programmi”!

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