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Opinioni e commenti
 

Il tormento dei cristiani di Nigeria: un’altra strage, poi ai funerali ancora terroristi in azione
Pubblicato il 08-07-2012


Non si placa la violenza religiosa che affligge la Nigeria: solo un mese fa, membri del gruppo fondamentalista islamico “Boko Haram” avevano attaccato delle chiese cristiane provocando morti e feriti. Lo scenario si è ripetuto ancora, implacabile, ma questa volta la carneficina è stata più pesante: fonti delle forze di sicurezza parlano di un numero imprecisato di vittime che oscillerebbe tra le 37 e le 90 secondo le stime più drammatiche. In un incidente separato, verificatosi durante la celebrazione dei funerali dei caduti, degli uomini armati sono entrati nuovamente in azione uccidendo, fra gli altri, due politici cristiani.

DUE POLITICI UCCISI  – Si tratterebbe del governatore dello Stato, nonché senatore del nord Plateau, Gyang Dantong, e del leader della maggioranza parlamentare dello Stato, Gyang Fulani. Secondo l’esercito, i responsabili dell’attentato contro i due politici sarebbero i pastori della tribù “Fulani”, di religione musulmana: ma i rappresentanti della tribù negano le accuse puntando il dito contro l’esercito stesso che, sostengono, avrebbe utilizzato il pretesto del loro coinvolgimento nell’attacco per scatenare un brutale repressione.

JOS EPICENTRO DELLA VIOLENZA – I funerali, che celebravano la morte delle decine di vittime civili del giorno precedente, hanno avuto luogo nella città di Jos, nello stato settentrionale del Plateau. Jos è una cittadina che si trova al confine fra il Nord del Paese, a maggioranza musulmana e il Sud a maggioranza cristiana. La città è stata epicentro della violenza religiosa fra le comunità musulmana e cristiana negli ultimi vent’anni: nel 2010 la tribù di pastori musulmani Hausa-Fulani aveva attaccato a colpi di machete gli Yoruba, contadini di tradizione cristiana, provocando almeno 500 vittime.

COPRIFUOCO IN CITTA’ – Già negli scorsi giorni si era registrato un incremento delle attività del gruppo “Boko Haram” che aveva intensificato gli attacchi nell’area di Damaturu, la capitale dello stato di Yobe. Il gruppo terroristico è noto per operare principalmente in aree rurali, per questo si sospetta che le azioni urbane siano state provocate da un’azione delle unità speciali antiterrorismo dell’esercito che avrebbero individuato una cellula di appoggio logistico operante in città. Come conseguenza del deteriorarsi della situazione dell’ordine pubblico, a Damaturu, l’esercito ha imposto il coprifuoco dal tramonto all’alba.

CRISTIANI NEL MIRINO, E’ UN MASSACRO – La comunità cristiana della Nigeria rappresenta circa il 48% della popolazione del Paese a fronte di poco più del 50% di musulmani. I primi episodi di violenza fra le due comunità vanno indietro fino agli anni ’50, ma è sul finire degli anni ’90 che la conflittualità è esplosa in forma di conflitto armato vero e proprio che, successivamente, ha portato alla formazione del gruppo “Boko Haram”. Tra il ’99 e il 2000, ben 12 stati del Nord, a prevalenza musulmana, hanno adottato la Shari’ia come legge fondamentale.

Roberto Capocelli

 

 

Roberto Capocelli

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@robbocap

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