mercoledì, 24 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Impazza Eataly: ma quanto c’è di nuovo (e di italiano) nel nuovo concept restaurant?
Pubblicato il 06-07-2012


Eataly: “mangia” l’Italia. Il nome è tutto un programma ed è già sulla bocca, e nello stomaco, di tutti: nella Capitale dei golosi quasi non si parla d’altro. Eataly è l’ultimo figlio nato dall’unione sempre più trendy tra l’innovazione della ristorazione e il ritorno alle origini, tutto in salsa tricolore. Il nuovo locale aperto lo scorso giugno all’Air Terminal Ostiense di Roma, fa già tendenza. È uno spazio molto vasto, come immenso è lo stesso progetto che ha preso vita dall’incontro tra Oscar Farinetti, patron di UniEuro, e il fondatore della celebre organizzazione no profit Slow Food, Carlo Petrini.

17MILA METRI QUADRI DI GUSTO – Eataly offre un mercato, un grandissimo numero di ristoranti specializzati (da quello dedicato alla pasta fatta a mano, alla piadina, al gelato fino ad arrivare al corner dedicato al cioccolato piemontese di Venchi), uno staff di chef e una serie di esperienze extra che giocano con alimenti rigorosamente italiani. Quattro piani all’insegna della cucina e delle specialità del Belpaese in ben 17 mila metri quadri sui quali si distribuiscono oltre 23 ristoranti o corner di ristoro, 40 aree didattiche a disposizione delle scuole o di gruppi organizzati, 8 aule nelle quali si svolgono i corsi, ed un vasto numero di stand dedicati alla vendita dei prodotti. «Qui abbiamo l’ambizione di creare il luogo più bello al mondo per il settore agroalimentare e il luogo di incontro-mercato più bello del pianeta», ha spiegato Farinetti. «Siamo certi che Roma batterà la nostra sede di New York o Harrod’s a Londra», ha poi aggiunto. Sì perché di Eataly nella nazione ce ne sono già nove, altrettanti in Giappone e uno nella capitale Usa, dimostrando come, soprattutto all’estero, sia stata apprezzata l’iniziativa promossa da Farinetti e Petrini.

FORMULA VECCHIA IN PANNI NUOVI (E ITALIANI) – Ma che la cucina italiana sia amata nel resto del mondo non è una novità: la nostra Nazione è celebre anche per questo. Ma nemmeno la formula di Eataly  è nuova al mondo della ristorazione, anzi. Un esempio è la Grande Epicerie du Bon Marché, la grande drogheria con prelibatezze dal mondo, situata in uno dei quartieri più eleganti della capitale parigina. Il principio, in piccolo, è lo stesso: un gran numero di stand che offrono manicaretti e prodotti tipici delle varie aree del mondo, dal sushi al cous cous e i vari scaffali che, seguendo lo stesso sistema di divisione per zone geografiche, propongono prodotti tipici delle marche internazionali e francesi. A Madrid invece c’è il Mercado de San Miguel, una delle tappe culinarie obbligate madrilene. Il mercato, costruito ai primi del Novecento, riunisce un gran numero di “banchi” tra produttori e commercianti, che offrono prodotti tipici spagnoli: dal tipico prosciutto spagnolo, jamón Serrano, al queso, ai bocaditos fino al pescado. Il cliente goloso ha la possibilità di comprare subito il cibo dai vari banchi e mangiarlo all’interno della struttura, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino alla mescita.

NOME STRANIERO, QUALITÀ ITALIANA – Eataly si inserisce quindi nel panorama italiano della ristorazione come precursore di un nuovo sistema che riprende il concetto, ormai collaudato nel resto d’Europa, della consumazione ed elaborazione istantanea del cibo della massima qualità: ogni prodotto in vendita, tra i 14 mila esposti alla sede romana, porta l’eccellenza italiana nel campo dei vini, degli olii, della pasta, del pane, dei formaggi, dei salumi e di tutto ciò che rappresenta l’agroalimentare made in Italy. Non a caso, tra i 23 ristoranti ospitati dall’Air Terminal Ostiense, il più grande è quello specializzato nella mozzarella di bufala. In questo panorama molto vasto, quale quello della ristorazione, Eataly impone la propria egemonia, ma tra il proliferare di ristoranti dal taglio sempre meno tradizionale, quanto c’è di italiano in Eatitaly e quanto di quel format tanto amato all’estero (soprattutto se accostato all’eccellenza italiana)? Provare per fugare ogni dubbio. In ogni caso la certezza è che se i prodotti di Eataly (diversamente dal nome) sono italiani doc., allora la certezza di imbattersi in una squisita esperienza, è quasi scontata.

Vittoria de Petra

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