La Costituzione parla chiaro: i privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti scolastici ma ‘senza oneri per lo Stato’, cioè senza contributi pubblici. Non è tempo di tagliare di 200 milioni di euro il fondo di finanziamento ordinario per università e istituti di ricerca, per erogarli alle scuole non statali. I possibili tagli al fondo ordinario universitario previsto dalla bozza di decreto della spending review non sono sostenibili. Consegnerei un portolano di comportamento al governo Monti: tagli negli eccessi in alcuni settori, nessun taglio sulle spese che servono a tenere in piedi il Paese, come sanità, istruzione, ricerca e servizi primari per i cittadini.
La spending review dovrebbe riguardare anzitutto le spese inutili e gli eccessi in alcuni settori, come quello militare. E Le risorse ricavate dovrebbero essere convogliate per finanziare servizi primari, investire sul lavoro e incentivare la spesa pubblica in un momento di forte debolezza sociale. Chiedere un altro sacrificio all’università (penalizzando quella pubblica, a favore di quella privata) rischia di diventare una mannaia per i nostri giovani, i primi a pagare una crisi di cui non sono responsabili. Il governo smentisca subito questa posizione.
