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Opinioni e commenti
 

LEGGE ELETTORALE: IL PDL RIVUOLE LA LEGA AL TAVOLO, ‘ABC’ RISCHIA DI SALTARE
Pubblicato il 30-07-2012


Una settimana di tempo per capire se, al di la’ degli scontri verbali e dei sospetti, è possibile un’intesa ed un primo ok in commissione, sulla legge elettorale. O se, altrimenti, si va ad una rottura dei rapporti tra ‘Abc’ con ripercussioni imprevedibili anche sulla tenuta del governo Monti, impegnato, attraverso il tour europeo del premier, a mettere in sicurezza l’euro. Ma, nonostante la delicatezza del passaggio, i toni della vigilia restano alti e il Pdl sfida il Pd, pretendendo di includere la Lega nella ‘conta’ sulla riforma del voto.

“LA STRANA MAGGIORANZA” AI FERRI CORTI – Il più infuriato nella “strana maggioranza” che sostiene Monti è il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. La mossa del Pdl, che ha annunciato l’intenzione di votare anche a maggioranza la propria proposta di riforma elettorale, non va giù al leader Pd. “Il Porcellum 2 noi non lo votiamo”, dicono ai vertici del partito, lasciando intendere che, pur di bloccare nuove forzature del Pdl e Lega, il Pd non esclude niente, neanche uno scenario da voto anticipato. Una minaccia che potrebbe far rientrare le intenzioni del Pdl che le urne non le vuole perchè, come spiega oggi il coordinatore Ignazio La Russa, “sarebbe incoerente prospettare oggi” le elezioni con la situazione economica italiana ancora appesa ad un filo. Per il Pd la “doppia maggioranza” che il Pdl mette in piedi con la Lega sulle riforme, è un problema per tutti, governo compreso. “Monti – sostiene Anna Finocchiaro – deve essere allarmato, come molto allarmati siamo noi. Ci sono due maggioranze, come dimostra lo scambio al Senato tra Pdl e Lega su semipresidenzialismo e Senato federale. Il partito di Berlusconi sta lavorando per rafforzare la seconda maggioranza ai danni della prima, cioè di quella che sostiene il governo”.

GLI SHERPA DELLA POLITICA A LAVORO – In effetti, anche sulla riforma elettorale, il Pdl chiede di considerare il Carroccio perchè, sostiene La Russa, “non c’è nulla di antidemocratico nel formare una maggioranza tra noi e chi ci sta, compresa la Lega”. E in realtà, sospettano Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, è il Pd ad alzare polveroni “per celare, senza riuscirci, la sua intenzione di andare al voto con la legge in vigore dalla quale ritiene di trarre vantaggi”. Ma, al di là degli scambi di accuse, sembra che i contatti tra gli sherpa non siano interrotti e non si esclude in settimana un incontro chiarificatore tra ‘Abc’ per vedere se è possibile ripartire dal quella proposta – premio di maggioranza al partito e un mix di collegi uninominali e liste bloccate – in discussione fino a che il Pdl ha rilanciato le preferenze.

CASINI CONCILIA MENTRE GRILLO SFASCIA – Un nuovo invito al dialogo arriva da Pier Ferdinando Casini, che in realta’ non disprezza la proposta di riforma avanzata dal Pdl, ma condivide l’allarme di Bersani: “Non ci interessano maggioranze di parte, ci interessa la massima condivisione”. E il tira e molla dei partiti sulla riforma elettorale da’ agio a Beppe Grillo per sparare a zero su tutti: ‘Abc’ altro non sono che “vecchi bari colti sul fatto” che puntano a mettersi d’accordo “non nell’interesse del paese ma per far quadrare i conti senza l’oste”, cioè senza il Movimento a 5 stelle.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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