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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale: Napolitano ai partiti, fate presto. Elezioni anticipate? Una mia prerogativa
Pubblicato il 31-07-2012


La Carta costituzionale va rispettata con un rigore ancora più sentito se si parla delle prerogative riservate al Capo dello Stato. A ricordarlo agli esponenti dei partiti, in queste ore caldissime di dibattito sulla legge elettorale e sull’ipotesi avanzata da più parti di andare al voto anticipato, è stato ieri lo stesso Giorgio Napolitano. A conclusione della nota nella quale ha chiesto di nuovo ai partiti una «larga intesa» sulla legge elettorale, il presidente della Repubblica ribadisce che spetta solo al capo dello Stato la valutazione su eventuale elezioni anticipate. «In quanto a ipotesi che appaiono sulla stampa di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile, ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all’esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica» si legge nella nota del Presidente.

NAPOLITANO SU L. ELETTORALE, FATE PRESTO – Poi il capo dello Stato ha lanciato un «forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare» sulla legge elettorale, rinnovando il suo richiamo con una nota nella quale sottolinea che «a distanza di oltre 20 giorni lo sforzo da me sollecitato con lettera del 9 luglio non abbia purtroppo prodotto i risultati attesi». «Altre settimane – scrive Napolitano – sono trascorse senza che abbia avuto inizio in Parlamento l’esame di un progetto di legge elettorale sulla base dell’intesa, pure annunciata come imminente da parte dei partiti rappresentanti attualmente la maggioranza e aperta al confronto tra tutte le forze politiche. L’ipotesi che avevo prospettato all’inizio di luglio ai presidenti delle Camere, perché la ponessero all’attenzione dei presidenti dei gruppi parlamentari, era quella della formalizzazione di un testo di riforma largamente condiviso, anche se non definito su alcuni punti ancora controversi. Ma nei giorni scorsi anziché chiarirsi e avvicinarsi, le posizioni dei partiti da tempo impegnati in consultazioni riservate, sono apparse diventare più sfuggenti e polemiche». «Debbo dunque rinnovare – aggiunge – il mio forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare. Ciò corrisponderebbe con tutta evidenza al rafforzamento della credibilità del paese sul piano internazionale in una fase di persistenti gravi difficoltà e prove».

DI PIETRO AL CAPO DELLO STATO, PEGGIO DI BERLUSCONI – Il presidente Napolitano sembra abbia voluto richiamare all’ordine i leader dei partiti politici a trovare la quadra sulla legge elettorale abbassando i toni del dibattito. Poche ore prima, il primo inquilino del Colle aveva ricevuto un duro attacco del leader dell’Idv Di Pietro: «La nostra Costituzione è tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potestà delle Camere. Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d’aver raggiunto l’apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti-Napolitano». Il presidente dell’Italia dei Valori e il responsabile del dipartimento giustizia del partito, Luigi Li Gotti, in un post pubblicato sul blog www.antoniodipietro.it ci vanno giù pesantemente. «C’era una volta la democrazia parlamentare, luogo di confronto e di elaborazione dei disegni di legge», esordisce l’intervento di Di Pietro e Li Gotti -. La nostra Costituzione, all’art.70, rammentava che “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Poi c’era il Governo, anch’esso abilitato a presentare disegni di legge, con una fondamentale differenza: per farlo doveva avere, ogni volta, l’autorizzazione del Presidente della Repubblica, come si legge all’art.87 della Costituzione. Abbiamo usato il verbo al passato, non a caso. La nostra Costituzione c’è, è viva, è bella. Ma per molti è diventata una pastoia, un ostacolo. Come fare per sbarazzarsene? Hanno trovato l’articolo adatto, il 77: ‘in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge”».

LE REAZIONI – Durissime le reazioni alle parole di Di Pietro e Li Gotti. A prendere le difese di Napolitano sono stati Walter Veltroni che li ha derubricati ad attacchi «indecorosi e insopportabili» quelli portati dal leader dell’Idv. «Credevamo di averle viste già tutte, ma stavolta Di Pietro si supera nella gara delle offese», ha commentato Veltroni: «L’attacco al presidente Napolitano e al premier Monti come coloro che tramortiscono la Costituzione e che sono peggio di Berlusconi è davvero indecoroso e insopportabile». E il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha cinguettato su Twitter. «Ho sempre pensato che Di Pietro fosse il più nostalgico di Berlusconi. Oggi ne sono sicuro! Della serie: meglio Silvio di Monti e Napolitano».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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