martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La Regione Sicilia e l’allarme default: Lombardo a rapporto da Monti il prossimo 24 luglio
Pubblicato il 18-07-2012


Giro di vite sulla Regione Sicilia. In vista del temuto e da giorni chiacchierato default delle casse regionali, Mario Monti interviene personalmente sulla questione. Il premier scrive una lettera a Raffaele Lombardo per avere la conferma dell’intenzione di dimettersi da presidente della Regione Sicilia. Lombardo aveva infatti dichiarato pubblicamente l’intento di consegnare le dimissioni, previste per il 31 luglio. Secondo quanto appreso da una nota di Palazzo Chigi, in seguito alla lettera del capo del governo, l’attuale presidente della Sicilia ha chiesto di essere ricevuto e l’incontro è stato fissato per il prossimo 24 luglio.

L’ALLARME LANCIATO DAL VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA – Secondo Ivan Lo Bello la Regione Sicilia è «sull’orlo del fallimento, vicina al default». «Va ripensata anche l’autonomia e occorre avviare un’operazione-verità» ha poi aggiunto il numero due di Confindustria. Secondo la Corte dei Conti il buco è di 5 miliardi, ma Lo Bello sostiene che il debito consolidato sia molto più alto e che sia necessario «prendere atto della situazione reale e capire se è possibile andare avanti».

IL DISSESTO DELLA REGIONE SICILIA – Nonostante il conto unico di tesoreria sia a secco (fino a qualche giorno fa in cassa giacevano solo 3 milioni di euro) e al 31 luglio manchino solo 14 giorni, Lombardo continua a nominare dirigenti e a proporre rimpasti di giunta. Imprenditori e sindacati hanno indirizzato una lettera al Prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, affinché metta in azione il Presidente della Repubblica ed il capo del governo «per sottoporre alla loro attenzione l’urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari nei confronti della Regione siciliana». Inoltre, secondo le associazioni imprenditoriali e sindacali l’unica soluzione per risolvere questa situazione è il commissariamento di Palazzo dei Normanni.

LE REAZIONI – «La richiesta del premier Monti fatta al presidente Lombardo di confermare le sue dimissioni è una richiesta più che legittima, fa parte dell’interlocuzione interistituzionale» ha commentato l’assessore regionale all’Economia della Sicilia, Gaetano Armao. «Condivido l’iniziativa del presidente del Consiglio Monti» ha sottolineato anche la senatrice del Pdl Simona Vicari, segretario dell’Ufficio di Presidenza del Senato. Di parere opposto Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati e coordinatore siciliano di Fli, che parla di grave «gaffe istituzionale». «La lettera del presidente del Consiglio al presidente della Regione siciliana -ha dichiarato – è irrituale e viola le regole fondamentali dell’autonomia regionale e della democrazia politica». La richiesta di Monti è stata fatta «in forma inusuale e anomala – dice anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio -. Non ne conosciamo le ragioni, ma faremo in modo di acquisire le motivazioni quanto prima possibile».
A gridare al malgoverno è stato Andrea Vecchio che ha spiegato d’aver accettato l’incarico di assessore «in maniera provocatoria, per mettere le mani dentro e capire perché la Sicilia non funziona. Non funziona perché ogni cosa in questa regione si muove in funzione del clientelismo e del voto di scambio». Il consigliere regionale, noto per le sue denunce antiracket, ha affondato poi il colpo quando sottolinea che in Sicilia «tutto quanto si fa per nepotismo e clientelismo. Gli impiegati regionali sono una grandissima quantità. Quanti in più? Non è una stima che sono in grado di fare, ma se lei va in un ufficio pubblico e vede quante persone oziano avanti e indietro si rende conto del numero esorbitante di persone. Rimproverano a Lombardo di utilizzare dirigenti esterni – ha continuato – ma mi viene un sospetto: non è che forse la Regione, il pochino che funziona, funziona grazie ai dirigenti esterni perché quelli interni, promossi tutti quanti per clientelismo e senza meriti, non sarebbero in grado di mandare avanti la macchina?».

Silvia Sequi

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