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Opinioni e commenti
 

L’Fmi: «Monti ha fatto passi coraggiosi per l’Italia, ma il cammino è ancora lungo»
Pubblicato il 11-07-2012


Sul programma di consolidamento fiscale l’Italia «ha fatto significativi progressi» e con la spending review «è stato fatto un primo passo importante». Questi i punti salienti della dichiarazione di Kenneth Kang, capo della “missione annuale d’ispezione” del Fondo monetario internazionale in Italia, durante la conference call a commento del rapporto conclusivo dei lavori che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento l’economia italiana. Secondo Kang, l’economia italiana «ha vari punti di solidità» ed «è cruciale andare avanti con le riforme per favorire una decisa ripresa della crescita».

UN LUNGO CAMMINO – A fare eco al capo missione è intervenuto anche Aasim Husain. Il vicedirettore del dipartimento europeo del Fmi ha aggiunto che il programma di riforme «è appena iniziato» e «molto resta da fare», sottolineando anche che «il punto cruciale è applicare le riforme in modo rapido». Secondo Husain il miglioramento del quadro europeo aiuterebbe gli sforzi dell’Italia producendo un impatto positivo sulla congiuntura italiana.

DAL GOVERNO MONTI PASSI «AMPI E CORAGGIOSI» Kang non ha tralasciato di tessere le lodi dell’operato del governo Monti, sottolineando che da un punto di vista politico e parlamentare il governo del Professore ha goduto di «ampia approvazione», fatto che ha contribuito all’approvazione di «riforme significative e importanti», che dovranno continuare a essere applicate. Secondo i relatori, infatti, se dovesse venire a mancare il sostegno nei confronti del governo tecnico, le riforme potrebbero subire una battuta d’arresto: ma l’analisi dell’Fmi rileva che «il sostegno pubblico c’è ed è importante che resti», perché, si è detto nelle conclusioni, «il processo di riforma non si può concludere in una settimana o in un mese, ci vuole tempo».

PIL TORNA POSITIVO SOLO NEL 2014, DISOCCUPAZIONE AUMENTA – Il Fmi conferma le stime di crescita dell’Italia. Il Pil calerà dell’1,9% nel 2012 e dello 0,3% nel 2013, per tornare positivo nel 2014 (+0,5%). A guidare la ripresa «una modesta crescita delle esportazioni». Il Fmi sottolinea come «riflettendo l’andamento lento della ripresa, la disoccupazione è previsto che raggiunga la vetta dell’11,1% nel 2013» dal 10,3 di quest’anno. Il deficit viene rivisto al 2,6% nel 2012 e all’1,5% nel 2013. Anche il debito salirà più del previsto: al 125,8% quest’anno e al 126,4% il prossimo.

IL “NERVOSISMO” DEI MERCATI – Secondo l’analisi contenuta nella relazione conclusiva della missione annuale d’ispezione, l’accresciuta volatilità del mercato dei titoli di Stato italiani ha avuto come conseguenza una «drastica» restrizione dei criteri per la concessione del credito. Il rischio più elevato dei titoli sovrani, spiega l’istituto di Washington, ha limitato l’accesso delle banche del Paese ai mercati internazionali e fatto crescere i costi di finanziamento, un incremento poi scaricato sui tassi per i prestiti alle imprese, aumentati di 100 punti base nella seconda parte del 2011, e sui tassi per i mutui, cresciuti di 80 punti base.

NECESSITA’ DI RIFORME STRUTTURALI – Con un ampio pacchetto di riforme strutturali l’Italia sarebbe in grado di aumentare del 5,75 per cento il valore della propria economia in cinque anni e, secondo il Fondo monetario internazionale, questo consentirebbe al Paese di tagliare il rapporto tra debito e Pil al 108 per cento per il 2017: gli scenari più pessimistici, invece, descrivono una crescita economica più debole, una sostanziale stagnazione, e l’avanzo strutturale dei conti limitato al 4,2 per cento del Pil. In questo caso il rapporto debito-Pil salirebbe al 128 per cento nel 2017.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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