martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi pronto a riscendere in campo. Cambia tutto per non cambiare niente
Pubblicato il 12-07-2012


Riscende in campo. Sarà di nuovo Silvio Berlusconi, sempre lui, il candidato del Pdl alle elezioni politiche del 2013: ad annunciarlo è stato proprio il “delfino” del Cavaliere, Angelino Alfano giustificando l’ennesima “discesa in campo” di Berlusconi con una frase veramente poco convincente: «C’è un gran movimento di sostegno alla ricandidatura del presidente Berlusconi». Il segretario del Pdl si schiera sugli attenti di fronte all’”Imperatore” affermando che sono in «tanti quelli che chiedono al presidente Berlusconi di candidarsi» e aggiungendo di essere «in testa fra quelli» perché, se Berlusconi «deciderà di farlo sarò e saremo al suo fianco». Insomma Alfano si riconferma colonnello “fedele nei secoli” del Cavaliere e fin qui nulla di strano. Ma Alfano a parte, cosa è cambiato dalla sua prima discesa in campo nel lontano ’94?

I SONDAGGI “SPINGONO” IL CAVALIERE – Da buon salvatore della Patria, il “Presidentissimo” sceglie di ritornare sulla scena, naturalmente, non per ragioni personali ma per il bene del Paese. Questa volta il nemico da sconfiggere non sono più i “comunisti”, come nel lontano ’94, ma l’antipolitica. Insomma, l’ex premier ha proprio una ricetta per tutto e, da buon Cavaliere è sempre pronto a montare in sella e partire per la prossima crociata. Del resto, si afferma in casa Pdl, i sondaggi parlano chiaro: senza Berlusconi non si arriverebbe al 10% dei voti mentre la candidatura di Alfano a premier, con il Cavaliere in campo come presidente del partito, porterebbe un risultato intorno al 18%. Ma se capitan Belusca fosse ancora in corsa per la presidenza del Consiglio, sempre secondo i sondaggi, si potrebbe raggiungere anche un 30%.

BOCCHINO (FLI), «NON PERDE IL VIZIO» – «Con l’ennesima discesa in campo in stile Forza Italia, Berlusconi ha dato il colpo di grazia al suo delfino Alfano ed ha rinviato di altri cinque anni la ricostruzione del centrodestra che ancora rappresenta l’area maggioritaria nel Paese. Non vincerà più le elezioni ma salverà i suoi cento pretoriani per difendere alcuni interessi. Passa il tempo ma non perde il vizio», ha dichiarato il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino a commento dell’annuncio della probabile candidatura di Berlusconi a premier.

VENT’ANNI FA –  E’ la sesta volta che Berlusconi torna alla carica. La sua figura attraversa la scena politica italiana da quasi vent’anni. Quando “scese in capo” aveva sedotto un’Italia sbandata e confusa, con le sue promesse da show man: il milione di posti di lavoro, il nome stesso “Forza Italia”, il presidente operaio e tante altre. Certo non è stato avaro di parole Silvio Berlusconi in questi anni, fino all’inverosimile: solo pochi mesi fa affermava, a metà fra la faccia tosta, le chiacchiere da bar e le teorie sull’invidia da paesello, che la crisi fosse un’invenzione di chi vuole affossare il Paese perché «ristoranti, treni e aerei sono pieni». Se ce ne fosse stato bisogno, tanto per capire dove il Cavaliere abbia portato l’Italia, il premier Mario Monti, è intervenuto oggi dall’assemblea dell’Abi facendo sapere che, al G20 di Cannes dell’anno scorso Berlusconi fu sottoposto a una «pressione prossima all’umiliazione» e ci fu «un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranità».

INCREDIBILE MA VERO E CASINI SI SPAVENTA – Ma in questi venti anni, oltre a sentire parole, l’Italia ha visto tanti fatti: debito pubblico alle stelle, riforme mancate, perdita di credibilità internazionale, leggi ad personam, scandali di ogni genere e natura, crisi del lavoro, disoccupazione giovanile alle stelle, Pil fermo. Forse per questo la notizia della sua ricandidatura non ha mancato di destare sarcasmo: «Che paura!» ha commentato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha aggiunto «Auguri, buon lavoro».

BERLUSCONI E IL GATTOPARDO – A ben 18 anni di distanza dalla sua prima discesa in campo e con l’estate alle porte, il premier non sembra proprio voler andare in vacanza dalla politica. La formuletta populista del “me l’ha chiesto il Paese” è sempre la stessa seppur modificata quel tanto che basta da non farla passare per trita e ritrita, sondaggi alla mano e frasi a effetto pronte per l’occasione Silvio c’è, anche a questo giro. Qualche chilo in più e qualche capello in meno, doppiopetto d’ordinanza e cravatta a pallini. Tutto cambia niente cambia, perché l’Italia del Cavaliere è lo specchio della Sicilia del Gattopardo.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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