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Opinioni e commenti
 

Lo spread tocca i 530 e Milano precipita ai minimi storici. L’economista: «Necessaria una vera unione fiscale, politica e monetaria»
Pubblicato il 23-07-2012


Un inizio di settimana davvero nero per i mercati finanziari: ieri la Borsa di Milano è stata tra le peggiori dopo l’avvio di Wall Street e lo spread è schizzato sfiorando i 530 punti, attestandosi poi a 516 punti base con il rendimento del titolo italiano ben oltre il 6% mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund tedeschi è volato a quota 627 punti per un rendimento che supera il 7,5%. La moneta unica è calata ai minimi da due anni sotto quota 1,21 – ma è poi risalita – contro il dollaro. L’Avanti!online ha fatto il punto con l’economista Mario Zanco secondo il quale «la politica economica dell’Ue deve essere più espansiva».

IL PROBLEMA DELLA MONETA UNICA – Zanco non si è meravigliato affatto su quanto è successo ieri: «È sempre la stessa storia – ha esordito Zanco – il problema è legato a due aspetti: il primo è rappresentato dall’euro che è stato costruito incompleto. È come avere un esercito senza munizioni. Un esempio immediato è quello del Giappone il cui rapporto debito/Pil è pari al 230%, circa il doppio di quello italiano. Eppure lo yen si è rivalutato rispetto all’euro». Questa differenza risiede nel fatto che «il Giappone è un Paese che ha la sua banca centrale ed una unione politica fiscale unica e nessuna dinamica speculativa attacca la moneta del Giappone».

LE POLITICHE EUROPEE IMPOSTE AI PAESI UE INDEBITATI – Il secondo aspetto – ancora più grave – è quello relativo alle politiche imposte ai Paesi indebitati per disindebitarsi che, secondo Zanco, sono «controproducenti». L’economista ha proposto esempi esplicativi per comprendere meglio i complessi meccanismi che regolano la finanza europea. «Se ho uno schiavo che frusto e che sfamo, lui riesce poi a costruirmi la piramide che voglio. Se inizio a non sfamarlo più, questo morirà ed io non potrò avere la mia piramide. Ecco, la ricetta della Troika (Commissione Europea, Bce e Fmi, N.d.R.) è la stessa: si da’ ad un moribondo una medicina che poi lo fa morire» ha spiegato Zanco. Sembra proprio ciò che sta succedendo alla Grecia in queste ultime settimane poiché «l’obiettivo del Paese era quello di ridurre il rapporto tra debito e Pil e l’effetto finale è stato che è salito». Zanco – dopo aver ribadito che «questa ricetta economica non hai mai funzionato» – ha poi aggiunto che tutto ciò si deve imputare al fatto che mancano politiche economiche differenti e si rende dunque necessaria una vera unione fiscale, politica e monetaria».

GLI SCENARI POSSIBILI SECONDO ZANCO – In merito all’eventuale ricorso allo scudo anti-spread da parte dell’Italia l’economista ha dichiarato che il meccanismo prevede pochi soldi e che non risolverebbe la situazione. In relazione agli scenari possibili, Zanco ne immagina due, per nulla rosei: il primo prevede che «la moneta unica salti. E sono ancora sorpreso della capacità di resistenza dell’euro» ha sottolineato. L’altro scenario possibile prevede i Paesi incatenati all’euro che non possono fare altro se non procedere nell’Unione europea. Ma «la politica economica deve essere più espansiva: ad esempio Paesi virtuosi come la Germania dovrebbero spendere in quei Paesi che sono in difficoltà. In caso contrario, se la politica economica dovesse rimanere quella odierna allora lo scenario peggiorerà sempre di più, prevedendo tempi lunghi ed una lenta agonia» ha poi concluso.

Silvia Sequi

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