domenica, 20 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Lombardo contro i suoi ex alleati: «Casini e l’Udc hanno beneficiato per primi degli sprechi. Alfano? Mente in modo consapevole»
Pubblicato il 20-07-2012


Dimissioni sì, dimissioni no? Ancora non è chiaro e Raffaele Lombardo preferisce tralasciare la scelta della data in cui dimettersi e si toglie parecchi sassolini dalle scarpe. Il Presidente della Regione Sicilia ricorda, racconta, attacca. E ne ha davvero per tutti. La stampa è accusata d’aver scritto del crack e del rischio di default per l’isola e secondo Lombardo chi si è permesso di scrivere ciò «sarà denunciato e pagherà danni civili sicuramente salati». Poi è il turno di Pier Ferdinando Casini ed Angelino Alfano, fino a poco tempo fa alleati nonché amici.

IL BOTTA E RISPOSTA AL VELENO CON CASINI – Pier Ferdinando Casini aveva dichiarato che il Presidente della Regione Sicilia «può dire quello che vuole, noi siamo stati i primi a levare la fiducia al governatore, un nostro assessore si è dimesso. Che lui mi insolentisca francamente lo comprendo. Lo Bello (il vice presidente di Confindustria, N.d.R.) dice quello che diciamo noi e tutti i siciliani sono d’accordo con Lo Bello». Non si è fatta attendere la replica di Lombardo che ieri, a margine del processo per reato elettorale che si sta svolgendo a Catania, ha definito Casini come «il protagonista, colui il quale ha dato la copertura, colui il quale è stato consapevole e beneficiario negli anni in cui l’Udc, e lui ne era e ne è il capo morale ed effettivo, ha governato in prima linea la Regione. Sono stati gli anni delle assunzioni facili e degli sprechi. Noi stiamo cercando di correggerli». Il Presidente della Regione Sicilia ha inoltre invitato l’esponente centrista «a trattare certi argomenti in una piazza della sua Bologna o della nostra Palermo o in qualunque altra sede. Sarà un confronto molto istruttivo» ha provocato Lombardo, aggiungendo che «le chiacchiere dette da lontano e le sciocchezze non vale neanche la pena che vengano replicate».

LO SCONTRO CON ANGELINO ALFANO – «É sotto gli occhi di tutti il disastro combinato da Lombardo, che si è completato con attacchi di violenza inusisata contro Ivan Lo Bello» ha attaccato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, accusando il Presidente della Sicilia d’aver «fatto dell’autonomia uno strumento di clientele e di potere». Lombardo ha replicato accusandolo di mentire in modo consapevole poiché «gli anni delle clientele sono stati quelli nei quali, lui ed il suo partito, hanno governato. Sono stati artefici e beneficiari di clientele e di sprechi». «Solo pochi anni fa la spesa pubblica è schizzata a livelli insostenibili. In questi anni, quelli dell’Autonomia, invece – ha infine aggiunto Lombardo – sono state bloccate le assunzioni e la spesa corrente è stata portata a livello del 2001».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento