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Opinioni e commenti
 

Ma che c’azzecchiamo noi con Di Pietro?
Pubblicato il 28-07-2012


Ma che c’azzecchiamo noi con quel Di Pietro lì? Si saranno chiesti ieri nelle rispettive stanze dei bottoni l’ex comico riciclato in politica Grillo e il leader di Sel Vendola, sentendosi rivolgere una proposta di matrimonio, politico s’intende, da parte del Tonino nazionale. Una scena da commedia romantica a tutti gli effetti (speciali): lui già nel ruolo di principe azzurro chiede la mano dei due omologhi. Una sorta di “asse dei non allineati”, un “blocco” di partiti da presentare alle prossime elezioni politiche per rompere l’egemonia di Pd e Pdl sulla legge elettorale. Antonio Di Pietro come Fidel Castro? Con le dovute proporzioni s’intende. Ma i due corteggiati, come si conviene alle prime donne, lo fanno attendere alla porta con la bava alla bocca, si incipriano il naso per ammaliare come raggi di luce con le falene.

IL GOVERNATORE VENDOLA SI FA ATTENDERE – Il governatore Nichi, al momento alle prese con guai giudiziari non da poco e la polveriera dell’Ilva che rischia di esplodere, non ha ceduto alle avances. Pur non negando i contatti con il leader dell’Idv, con cui proprio ieri ha avuto un lungo faccia a faccia a Roma, è rimasto sulle sue e si è trincerato dietro un secco “si deciderà tutto quando saremo sotto”. Ci sarà rimasto male Di Pietro, si chiederanno i romantici della politica. E non poco se pensiamo alle vere motivazioni del rifiuto: il leader di Sel ha detto di non aver ancora abbandonato le speranze di raccordare anche l’Idv con il Pd, in un’alleanza di centrosinistra. Insomma c’è chi sogna di rimettere insieme dei cocci oramai logori dai troppi vaffa, polemiche e balletti. Di male in peggio a sentire ieri il niet del capobastone dei grillini, lui non ci sta a mischiarsi con un altro populista, con un suo clone senza barba e con tanto di giacca di ordinanza, con uno che potrebbe nel segreto dell’urna rosicargli i voti di quanti sfiancati dalla crisi e ringalluzziti da slogan vuoti di contenuto sognano un cambiamento chiamato antipolitica.

GRILLO DICE NO ALLA PROPOSTA ‘INDECENTE’ – Beppe Grillo gela Antonio Di Pietro e neanche una telefonata per addolcire la pillola. “Il Movimento 5 Stelle non si alleerà con nessun partito per le prossime elezioni e non ha ricevuto proposte da parte di alcuno”. Solo due righe, addirittura relegate a post scriptum in coda a un lungo post sui ‘Nuovi colonialisti’, ma due righe chiarissime che avranno provocato mal di pancia e lacrimoni. Insomma questo matrimonio “non s’adda fare” e la favola si trasforma nell’incubo peggiore. Il Tonino nazionale solo e sconsolato a chiedersi dove avrà sbagliato, cosa avrà fatto o detto di tanto grave per mandare gambe all’aria un sogno (ad occhi aperti). Tra i sogni e la buona politica ci passa un treno che, a questo giro, ha lasciato a terra Di Pietro. Forse perché l’unico senza biglietto?

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Compagno Lucio, da Socialista non condivido il tuo articolo. E ti chiedo: ma perchè a livello nazionale ci ostiniamo a negare accordi che in altri livelli amministrativi (regione,provincia, comune) facciamo? E perchè rincorriamo l’Udc, che pone veti su Di Pietro e Vendola salvo poi governare, senza scandalizzarsi tanto, con queste forze anche in importanti città italiane (es. Milano)? Per quanto riguarda Grillo, invece di interrogarci del perchè oggi il suo movimento raccoglierebbe il 16-20 %, lo definisci comico riciclato. Per caso, per la nota proprietà transitiva, consideri comici riciclati anche quel 16-20% di elettori? Scusa la franchezza! Sempre Avanti!

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