martedì, 16 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Marina Berlusconi in Procura a Palermo: i Pm indagano sui bonifici dai conti di famiglia a Dell’Utri
Pubblicato il 25-07-2012


Marina Berlusconi, presidente della Fininvest e figlia dell’ex premier Silvio, è stata sentita per oltre due ore dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’indagine a carico del senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, per l’ipotesi di estorsione ai danni del Cavaliere. L’interrogatorio è avvenuto all’interno della caserma della Guardia di finanza di via Crispi, dove la Berlusconi era stata condotta per evitare l’assedio dei giornalisti. La figlia dell’ex Premier è stata convocata dai Pm per fare luce su alcuni bonifici in favore di Dell’Utri finiti sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati: i movimenti sono avvenuti su conti cointestati alla manager di Fininvest.

L’INCHIESTA – Al centro dell’inchiesta ci sono i circa 40 milioni di euro in contanti versati, secondo gli investigatori, da Berlusconi a Dell’Utri negli ultimi 10 anni, oltre ai circa 7 miliardi di lire in titoli ceduti fra gli anni 1989 e 1995. L’ipotesi della Procura è che il fiume di denaro sarebbe servito al fondatore di Forza Italia per comprare il silenzio del Senatore. Un’altra ipotesi riguarda la possibilità che, attraverso Dell’Utri, come già accaduto negli anni ’70, l’ex premier abbia fatto arrivare dei soldi a Cosa nostra per assicurarsi la protezione delle cosche.

DELL’UTRI, «SONO INNOCENTE» – La Guardia di Finanza sta esaminando una sessantina di conti correnti su cui, viene ipotizzato, sia stato movimentato il denaro arrivato al senatore Pdl da Berlusconi. Dell’Utri, lo scorso 18 luglio, ha respinto ogni accusa dicendo di «non saperne nulla» di questa vicenda e aggiungendo che «certamente non ho ricattato nessuno, soprattutto il mio amico Silvio». Ieri, i legali del senatore del Pdl avevano sollevato il conflitto di competenza nei confronti della Procura di Palermo, a favore invece delle procure di Firenze e Milano.

ASCOLTATA PER DUE ORE – Alla figlia dell’ex presidente del Consiglio, i magistrati del capoluogo siciliano, il procuratore Francesco Messineo, l’aggiunto Antonio Ingroia e i Pm Paolo Guido, Lia Sava e Nino Di Matteo hanno chiesto spiegazioni in merito a due bonifici rispettivamente di 362 mila e 775 mila euro fatti a titolo di prestito infruttifero, nel 2003, dal conto di cui era cointestataria. Ascoltata per quasi due ore, al termine dell’interrogatorio, che si è svolto con un giorno di anticipo rispetto alla data fissata come ha chiesto la Berlusconi, la testimone, accompagnata dall’ avvocato Niccolò’ Ghedini, si è allontanata in auto senza fermarsi a parlare coi giornalisti. La figlia dell’ex premier è stata sentita come persona informata sui fatti e, potenzialmente, anche come persona offesa dal reato, quindi, il legale non ha potuto partecipare all’interrogatorio.

SILVIO BERLUSCONI AVEVA ADDOTTO LEGITTIMO IMPEDIMENTO – I pm palermitani avevano convocato Silvio Berlusconi per rendere testimonianza il 16 luglio scorso, ma l’ex premier aveva declinato adducendo un legittimo impedimento. L’interrogatorio della figlia Marina invece era stato originariamente fissato per domani.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento