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Opinioni e commenti
 

N.Y., fare impresa riqualificando gli spazi urbani: la sfida del Dekalb Market
Pubblicato il 19-07-2012


Puntano spazi metropolitani decadenti, inutilizzati o abbandonati a causa del degrado urbano in cui sono immersi e li trasformano in centri pulsanti della città: sono i creatori di Urban Space, organizzazione che da anni ridà vita a questi spazi cittadini, convertendoli ad usi commerciali e culturali. Un esempio? Il Dekalb Market di New York, nuova frontiera per i newyorkesi dallo stile originale che qui trovano l’accessorio perfetto o l’oggetto di design, in un’atmosfera tutta particolare.

DA LONDRA A NEW YORK– Tutto è cominciato nel 1978 a Londra, quando Urban Space fonda l’ormai visitatissimo mercato Camden Lock, il quarto più frequentato della capitale inglese. L’acquisizione della catena di prodotti di bellezza di fama internazionale “Body shop”  e del brand “Red or Dead” ha fatto il resto, sancendo il successo dell’iniziativa. Approdato negli Stati Uniti, l’Urban Space ha applicato anche qui la stessa strategia: riqualificare per rivitalizzare attraverso nuovi stimoli commerciali e culturali. L’idea non sembra allontanarsi tanto dall’ondata “colonizzatrice” che l’Europa continua ad alimentare con forza in ogni parte del pianeta, ma gli organizzatori rassicurano: l’approccio dell’Urban Space non è mai quello di imporre una soluzione ma di cercare di svilupparne una organicamente, partendo dalla natura dello spazio scelto. Ecco allora che la creatività delle le piccole imprese e il coinvolgimento di performance arts si mescolano per ridare vita a dimenticate aree cittadine, rendendole vive e pulsanti, alla portata dei cittadini, e non ultimo, trasformandole in centri produttivi.

LA COMUNITA’ DEL DEKALB MARKET– A New York, il grande debutto è arrivato nel 1993, con il Grand Central Holiday Market, per continuare con i markets South Street Seaport, fino ai centralissimi mercati di Natale di Madison Square e Union Square, che però di periferico non hanno nulla, trovandosi nel centro di Manhattan. Ma è il Dekalb Market, nel pieno Downtown di Brooklyn a rappresentare il vero spirito dell’Union Space: una serie di containers colorati, all’interno dei quali i desiners espongono e vendono le loro creazioni. Visto da fuori il mercato è un agglomerato di scatolette di lamiera multicolore che popolano un’ampia zona circondata da grattacieli sparsi qua e là; da dentro, è un’oasi di prodotti confezionati a mano da sette artisti e desiners selezionati ogni stagione tra quelli della Etsy di New York, – l’internazionale sito web dedicato all’e-commerce di prodotti artigianali e oggetti vintage-. Gioielli, borse e cappelli, orologi, antiche fotografie e cornici fatte a mano, ma anche officine e laboratori artigianali e  piccoli chioschi dove assaggiare specialità multietniche: sono questi gli ingredienti del Dekalb Market.

SHOPPING, ARTE E SLOW FOOD– Si tratta di una vera e propria comunità nel cuore di Brooklyn che offre ai piccoli imprenditori un trampolino di lancio, inserendoli in una community di cui fanno parte commercianti, artisti, desiners, agricoltori e chefs. C’è anche una cooperativa, la Dekalb Farm, formata da cinque gruppi di agricoltori che propongono ai clienti intenti nello shopping tra un container e l’altro, workshop sull’educazione alimentare e la food security, e divertenti corsi di cucina per famiglie. Ad ottobre il Dekalb Market deve traslocare: tutta colpa dei nuovi complessi abitativi che stanno piano piano riempiendo Brooklyn. In passato zona periferica, questa parte di New York sta espandendo i confini delle sue zone alla moda, con prezzi che salgono vertiginosamente e a ritmi sostenuti. Eldon Scott, il presidente della Urban Space di New York City tace sul nuovo sito scelto per il Dekalb Market, anche se circola la voce di Gownaus o dell’East Williamsburg/Bushwick. L’importante, fanno sapere le menti dell’Urban Space, è che non si perda lo spirito dell’iniziativa: la nuova zona dovrà essere facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici e mantenere il concetto di container come vetrina/ negozio, contribuendo a rendere lo spazio piacevolmente adatto allo shopping e allo svago, tra i prodotti ben ancorati sulla via dell’eco sostenibilità, dell’economicità e dell’originalità.

Benedetta Michelangeli

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