giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Nomine Rai, Natale (Fnsi): «Quello che è accaduto è il veleno che si propaga dalla Legge Gasparri»
Pubblicato il 05-07-2012


La telenovela sulle nomine Rai si è finalmente conclusa: stamane sono stati eletti i sette componenti del consiglio di amministrazione Rai. Quattro di questi sono stati votati da Pdl e Lega (Antonio Pilati, Antonio Verro, Maria Luisa Todini, Guglielmo Rositani), due consiglieri sono stati indicati dal Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) e Rodolfo De Laurentiis per il terzo polo. Per la nascita del nuovo Cda occorre la conferma di due membri nominati dal Ministero del Tesoro, uno dei quali, Anna Maria Tarantola, sarà indicata come presidente dal governo.

LE REAZIONI DOPO LE NOMINE DEL CDA – Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Vigilanza, ha dichiarato che «malgrado i pasticci della destra e le plateali forzature regolamentari nella designazione dei componenti della Vigilanza, da oggi la Rai può ripartire». Merlo ha poi sottolineato la necessità di affrontare le due questioni di fondo «la salvaguardia e la conservazione del pluralismo nella sua programmazione quotidiana, senza il ritorno di una insopportabile e squallida faziosità e, soprattutto, che contenga i costi e le spese aziendali». Il Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, ha asserito che «possiamo compiacerci che al di là di imprecisioni e incongruenze, contraddizioni e malesseri, manifestati legittimamente anche in quest’aula, qualcosa da oggi non sarà più come prima nel rapporto tra una politica malintesa e l’azienda».

IL MALCONTENTO DELLA FEDERCONSUMATORI – In nota diffusa in seguito alle nomine, la Federconsumatori ha asserito che «mentre Monti ha avuto il coraggio di fare una scelta difficile e sofferta come quella di ridurre le pensioni, non ha dimostrato uno straccio di coraggio relativamente alla vicenda del Cda e del commissariamento». L’associazione ha inoltre sottolineato la necessita di improntare le nomine «unicamente su criteri quali capacità, professionalità ed esperienza. In quest’ottica, come sosteniamo da anni, la Commissione Vigilanza dovrebbe essere eliminata». Per capire la situazione in cui versa la Rai, l’Avanti!online ha intervistato Roberto Natale, Presidente della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana.

Presidente Natale che sta succedendo in Rai? Impasse passeggera o trucchetti politici?

Ciò che sta accadendo in Rai, negli ultimi giorni e nelle ultime ore, rappresenta il veleno che si propaga dalla “legge Gasparri”, la legge monumento del conflitto di interessi. La responsabilità più grave la imputo al centro-destra che, pur di non cedere una sua quota di potere, preferisce far morire l’azienda. Si tratta di una strategia cinica, consapevole e spregiudicata. Anche l’attuale governo ha le sue responsabilità in quanto ha evitato di porre mano sulla governance Rai.

Questa situazione come può influenzare il settore della stampa?

Se la Rai continua a restare allo sbando, senza un gruppo dirigente che sia nella pienezza dei suoi poteri, rischia di esplodere nella crisi. Il giornalismo italiano corre un rischio come mai è successo in precedenza.

Come considera il ruolo della Commissione Vigilanza Rai?

Le recenti vicende confermano che questo sistema non regge più. È un sistema che umilia e divide le istituzioni, un sistema che consente ad alcuni partiti di prevalere sull’interesse pubblico. Fnsi e Usigrai, da tempo, chiedono di riformare radicalmente le procedure di nomina dei vertici Rai. La televisione pubblica non può essere così strutturalmente subalterna al governo del momento.

Silvia Sequi

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