martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Parola di segretario, Bersani (Pd): «Berlusconi? Si può candidare quanto vuole ma non vincerà più»
Pubblicato il 18-07-2012


La parola d’ordine è “responsabilità”, che «non vuol dire non essere combattivi, ma anzi, si risponde a muso duro se serve». E così il leader Pd, così durante il lungo intervento alla festa dell’Unità di Roma di ieri sera, mette le cose in chiaro: definisce “indecente” l’attacco di Antonio Di Pietro al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dà del populista a Grillo paragonandolo a Silvio Berlusconi di cui però Bersani non sembra temere la vittoria: «Qui non vince piu – ha detto – in questo paese si può candidare quanto vuole ma non vincerà più». Ne è più che certo Bersani: all’appuntamento del 2013 il Cavaliere alle elezioni registrerà il flop.

PROMESSE DI RINNOVAMENTO – Il segretario nazionale ha promesso che il rinnovamento si farà poiché «abbiamo nel Paese giovani di lungo corso che si sono misurati con i problemi e con la gente», ma questo rinnovamento sarà fatto «con criterio e nel rispetto per chi ci ha portato fin qui, altrimenti il rinnovamento è sbagliato» ha sottolineato Bersani.

LA DIFESA NEI CONFRONTI DI NAPOLITANO E L’ATTACCO A GRILLO – “Indecente”, così il leader del Pd ha definito l’attacco di Grillo a Napolitano, prendendo le difese di quest’ultimo. Per Bersani Beppe Grillo è un “populista” e si domanda: «Ma si può guidare un partito da un tabernacolo e non si sa a chi risponde?». «Il presidente Napolitano sta ponendo un quesito alla Corte Costituzionale su un tema delicatissimo che riguarda il rapporto tra poteri dello stato e istituzioni» ha proseguito il segretario del Pd aggiungendo che: «Tutti siamo interessati affinché la nostra Costituzione sia applicata e quando c’è un dubbio è giusto che la Corte si esprima. Questo è il senso dell’iniziativa del Presidente che credo sia assolutamente da condividere».

BERLUSCONI E IL SUO FLOP – Bersani non teme né ritorno in campo di Berlusconi né una sua eventuale vittoria. «Uno può presentarsi quante volte vuole alle elezioni ma questa volta Berlusconi non può pretendere di vincere» ha dichiarato. «Se uno guarda le cose dal mondo» ha poi sostenuto il leader del Pd «si chiede se gli italiani non capiscono mai chi sono le persone e questo può non farci bene sia dal punto di vista economico che nella stima verso gli italiani».

L’AUGURIO A ZINGARETTI – «Roma merita stellarmente di più di Alemanno non solo per quello che fa, ma anche per il clima nella città. Zingaretti potrebbe fare tantissime cose nella vita, è un amministratore di serie A e una persona capace…sarà un grande successo», così Bersani ha voluto fare gli auguri al candidato sindaco di Roma.

LE POLEMICHE DI SABATO SCORSO – Bersani ha poi invitato ad evitare le polemiche, riferendosi alla bagarre scoppiata sabato scorso sul tema delle unioni gay e ha promesso che: «Riconosceremo le unioni come in Germania, ma chi vuole ulteriori passi avanti si ricordi che non abbiamo ancora una legge sull’omofobia». In merito alle primarie Bersani ha ricordato d’essere stato il primo ad aver promesso «che si faranno, che saranno aperte e chi si terranno entro l’anno». «É giusto discutere, ma attenzione perchè a volte ci mettiamo su una strada che non va bene perchè la nostra gente si chiede: ”con tutti i problemi che ci sono che combinate?» ha poi spiegato il segretario del Pd.

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