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Opinioni e commenti
 

Patto democratici-progressisti, Bersani (Pd): «Appoggio a Monti ma pronti ad ogni evenienza»
Pubblicato il 31-07-2012


«Ribadiamo il nostro appoggio a Monti e  auspichiamo una conclusione naturale della legislatura, ma siamo pronti ad ogni evenienza»: così parla il segretario del PD Pier Luigi Bersani presso il Tempio di Adriano, a Roma, presentando la “Carta d’intenti per il patto dei democratici e dei progressisti”. Bersani guarda alla prossima legislatura affermando che «chi stringe un patto di governo» con il Pd deve «assumere, di fronte al Paese, degli impegni espliciti e vincolanti» basati, innanzitutto, su una «visione politica e un’impostazione culturale che possa dare risposte alla crisi».

NENCINI (PSI), BENE RIFORMISMO DI STAMPO SOCIALISTA – “Ci convince la proposta di un patto di legislatura tra riformismo di stampo socialista europeo e cattolico democratico. Ci convince la scelta del leader attraverso primarie di coalizione”, dichiara in una nota Riccardo Nencini commentando la presentazione della ‘Carta d’intenti’ da parte del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Si tratta – conclude il segretario del Psi – delle stesse proposte che abbiamo valutato con i vertici del Partito socialista europeo. Saremo i pretoriani del fronte laico, del merito e della redistribuzione della ricchezza”.

LA QUESTIONE DEMOCRATICA – Parla della storia recente dell’Italia e dell’Europa il segretario Bersani, sottolineando che il punto chiave rimane la questione della democrazia, una democrazia che non può prescindere dalla questione economica e sociale. Per questa ragione, le forze progressiste si ritrovano compatte nel denunciare il liberismo finanziario come il principale responsabile della sottrazione di sovranità ai popoli d’Europa e non solo, il  liberismo inteso non come espressione del libero mercato, ma come «dominio di soggetti incontrollati che mettono in discussione gli elementi basici della civilizzazione europea». Questo tipo di politiche, incarnate in Italia da una destra che ha promosso «l’individualismo e l’assenza di regole» è alla base delle «tendenze regressive» che vive, oggi, la società italiana, prima fra tutte il «populismo» e l’antipolitica.

IL GOVERNO PROGRESSISTA – «L’Italia ha bisogno di un governo e di una maggioranza stabili e coesi. L’imperativo che democratici, progressisti ed europeisti hanno è quello di garantire «affidabilità e responsabilità».  Per Bersani, è necessario, quindi, rimettere l’economia basata sul lavoro al centro  di quella azione politica  che, a livello nazionale, rilanci la scelta europeista, quella, per intenderci, che, da Prodi a D’Alema, ha caratterizzato il centrosinistra italiano,e che risulta necessaria per promuovere riforme effettive in uno scenario di sfide che valicano i confini dell’Italia. Queste riforme, per Bersani, passano necessariamente da una democratizzazione delle istituzioni europee, svuotate dall’azione delle destre liberiste, che parta dalla necessità di compattare le politiche economiche e fiscali all’insegna del mutualismo e della solidarietà. Il sogno da raggiungere è un’eurozona federale, base per gli Stati Uniti d’Europa.

«IL MESTIERE DELL’ITALIA NEL MONDO» – L’Italia  «ce la farà a ritrovare il proprio posto nel mondo, un posto che si basi sulle migliori risorse del Paese: la qualità, la tecnologia e la flessibilità». Ma per fare questo c’è bisogno di «preservare il welfare e riorganizzare le risorse nella ricerca e nella formazione». Bersani ricorda che il nostro Paese, oggi, è troppo diseguale a causa di politiche miopi che non hanno saputo valorizzare il suo patrimonio, «facendogli raggiungere  il record di diseguaglianza dopo gli Stati Uniti d’America». Per salvaguardare lo stato sociale, per il segretario del PD, è necessario ridisegnare una legislazione per tassare le grandi rendite e i grandi patrimoni a cui affiancare un intervento sulla precarietà.

BATTAGLIE DI CIVILTA’ – «La prima norma che faremo, quando progressisti e moderati saranno al governo, è per i figli degli immigrati che vanno a scuola», ha ribadito con forza Bersani, che ha spiegato che «questo ci dice più di qualsiasi misure economica in che mondo l’Italia intende stare, in quello di domani o no». Il segretario del PD non ha dimenticato  altri temi che rappresentano  battaglie di progresso, le coppie gay e la rappresentanza sindacale: «daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione, ottenendone il riconoscimento giuridico», ribadendo che «sui temi civili daremo battaglia perché, se non prende il senso di sé, un Paese non può neanche affrontare i temi economici e davvero aggredire la crisi. Il passo avanti sulle unioni gay non ci fa dimenticare il diritto di un lavoratore ad essere rappresentato, anche se il suo sindacato non firma il contratto».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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