sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Per amore dell’Italia, Masia: «Più lavoro e più crescita economica»
Pubblicato il 20-07-2012


«Secondo un recente sondaggio le attuali priorità del Paese sono fondamentalmente due: il 60% si attende più occupazione e il 20% più sviluppo economico e crescita. Questi aspetti sono fortemente correlati tra di loro», così ha esordito Fabrizio Masia, direttore dell’Istituto Emg Sondaggi, durante il meeting Per Amore dell’Italia promosso dal Partito Socialista Italiano e l’Associazione Spirito Libero che si sta svolgendo presso la Limonaia di Villa Strozzi a Firenze. Masia legge la realtà attraverso i numeri e cita fonti attendibili secondo cui è elevatissimo il numero dei disoccupati in Italia.

LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA – «In Italia vi sono 2 milioni e 600 mila disoccupati, l’11% della forza lavoro e conta 23 milioni di occupati. Il tasso di occupazione del nostro Paese è al 57% ed è il più basso dopo l’Ungheria e Malta, 18 punti sotto i Paesi Bassi» ha dichiarato Masia. L’aspetto drammatico di questa situazione risiede nel fatto che «l’occupazione femminile è al 46% contro la media dell’Unione europea che è attestata al 58%, 12 punti di differenza, mentre l’occupazione maschile, al 68%, è allineata alla tendenza europea» ha poi affermato il sondaggista.

I DIPENDENTI PUBBLICI – Il secondo aspetto riguarda i dipendenti pubblici che «in Italia sono 3 milioni e 500 mila. In realtà, il nostro Paese è allineato all’Europa – ha aggiunto il Direttore di Emg – il problema è la percezione dei servizi offerti dal settore pubblico. È necessario incrementare il processo di qualificazione: il dipendente pubblico non è così qualificato» ha poi spiegato Masia.

LA STRUTTURA DELLE IMPRESE – Un altro tema su cui si è soffermato Masia è stato quello relativo alla struttura delle imprese: «In Italia vi sono più di 6 milioni di imprese, tra cui 4 milioni e 500 mila industriali e di servizi» ha affermato il sondaggista. Il problema enorme risiede nel fatto che «quelle italiane non sono in grado di assumere. Siamo dei nani. Il 95% delle aziende non ha più di 10 addetti, solo il 2% delle imprese ha più di 20 dipendenti» ha poi aggiunto Masia. «È necessario dunque uno stimolo per avanzare idee e proposte che rappresentino elementi di crescita» ha poi concluso il Direttore dell’Istituto Emg Sondaggi.

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