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Opinioni e commenti
 

Per amore dell’Italia, Luigi Angeletti (Uil): «Il governo Monti rappresenta il default. Avanti l’alternativa»
Pubblicato il 20-07-2012


«Un partito socialista deve pensare al Paese, ai suoi cittadini. Per trovare delle soluzioni bisognerebbe avere la grande lucidità per capire quali sono i nostri mali. Quali sono le nostre prospettive per la qualità del lavoro? Sono un drammatico peggioramento. Stiamo attenti alla crisi della politica. Il governo Monti rappresenta il default, non siete capaci, abbiamo bisogno di altre persone a fare politica. Partendo dal presupposto che le regole scritte negli ultimi cinquant’anni, giuste o meno, non funzionano più». Così il segretario generale della Uil Luigi Angeletti intervenendo al meeting Per Amore dell’Italia promosso dal Partito Socialista Italiano e l’Associazione Spirito Libero che si sta svolgendo presso la Limonaia di Villa Strozzi a Firenze. «Abbiamo una quantità enorme e inaccettabile di persone che gestiscono le decisioni della cosa pubblica senza averne la responsabilità. Chi gestisce queste risorse – ha proseguito Angeletti – deve avere il potere di spenderle e avere la responsabilità di trovarle. Non ci possiamo permettere di avere tutte queste Regioni, Provincie e Comuni».

GIUSTIZIA SOCIALE PRIMA DI TUTTO – «L’impegno fondamentale per tutti coloro che si sentano socialisti ha proseguito Angeletti – è lavorare per un mondo scandito dalla giustizia sociale. Dobbiamo lavorare a posizioni coraggiose, lontano da logiche conformiste»

LA RECESSIONE E IL RISCHIO SVENDITA IMPRESE – «Noi per fare la stessa opera pubblica impieghiamo il doppio del tempo e del costo rispetto alla Francia. E’ come gettare soldi pubblici. In più siamo arrivati a questa situazione già con un debito elevato e la crescita in calo. Quindi al primo segnale di calo dei consumi è arrivata la recessione. Bisogna tornare a far sì che gli investimenti pubblici siano finalmente produttivi, altrimenti saremo costretti a vendere qualche cosa. La cosa peggiore sarà vendere le imprese, ossia l’unico vero patrimonio che abbiamo. Questo è il problema del nostro Paese che stiamo accumulando negli ultimi cinquant’anni. La sola preoccupazione degli italiani è quella di peggiorare». «Il dato è impressionante ed è anche la vera spiegazione del perché siamo in recessione». Così il segretario generale della Uil commentando la denuncia di Confcommercio sulla pressione fiscale arrivata al 55%. «Una economia in cui c’è questo livello di tassazione – ha detto il sindacalista – non può crescere né in Italia né in qualsiasi altro Paese al mondo e in nessuna epoca».

RIDURRE TASSE SUL LAVORO – Secondo il leader della Uil, «se vogliamo sul serio far sì che la parola crescita non resti una parola bisogna fare solo una politica: ridurre le tasse sul lavoro. E’ l’unica soluzione. Per quanto appaia difficile e per quanto i governi non la amino. Ma questa e l’unica via d’uscita, e questo non lo dice un sindacalista, che sarebbe anche normale: lo dicono il Fmi, la Bce, tutti spiegano che l’unica soluzione è ridurre il costo del lavoro attraverso una riduzione delle tasse». La Uil non esclude uno sciopero generale se non ci sarà un abbassamento delle tasse sul lavoro. Lo afferma il segretario generale Luigi Angeletti, a margine del convegno ‘Per amore dell’Italia’ organizzato a Firenze dal Psi.

SCIOPERO GENERALE NON E’ ESCLUSO – Ai giornalisti che gli chiedevano se ci saranno manifestazioni dei sindacati per chiedere una riduzione della pressione fiscale e sulla spending review, Angeletti ricorda che «noi abbiamo gia’ fatto una manifestazione con l’obiettivo della riduzione delle tasse sul lavoro e ovviamente ci attendiamo che ci diano delle risposte, se non arriveranno credo che saranno necessarie altre iniziative. Questo è il problema: le alte tassazioni generano disoccupazione». Ai cronisti che gli chiedevano quindi se si possa arrivare anche a uno sciopero generale, il numero uno della Uil risponde che «non possiamo escludere nulla perchè l’obiettivo è troppo importante, è decisivo».

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