venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Per amore dell’Italia, Sassoli: «Giovani, lavoro e merito i tre pilastri del cambiamento»
Pubblicato il 20-07-2012


«In questo Paese ci si riempie la bocca a parlare di giovani ma poi, nei fatti, i giovani vengono maltrattati dalla politica che deve guardare verso di loro non per ragioni di marketing elettorale ma per una scommessa di crescita». Dal palco del meeting socialista Per amore dell’Italia, parla di giovani Elisa Sassoli dell’associazione “Spirito Libero”. La Sassoli sottolinea con forza e passione che «mettere fuori i giovani è mettere fuori gioco tutti» e che dallo sviluppo delle nuove generazioni passa l’impostazione «della sinistra che vorrei».

GIOVANI, LAVORO E MERITO – Elisa Sassoli parla alla platea «incorniciando con forza 3 parole che rappresentano altrettanti concetti basici della mia idea di sinistra, una sinistra libera, liberale e un po’ più eretica di quella che abbiamo visto negli ultimi anni»: giovani, lavoro e merito. Sono questi 3 concetti che racchiudono l’essenza del cambio di rotta che Elisa Sassoli vuole che passi soprattutto per un rinnovamento di quella classe politica e sindacale spesso «schierata a tutela di chi è dentro rispetto a chi è fuori dal mondo del lavoro».

RIFORMA DEL LAVORO UN PASSO IN AVANTI – La Sassoli loda l’impostazione «ichiniana» di una riforma del lavoro che richiami alla “flexsecurity” anche per i neo assunti e che viene tacciata «da una parte della sinistra come un’idea “di destra”, così decidendo di proteggere chi è già protetto, il lavoratore tradizionale, e lasciando fuori i giovani, i precari, le imprese a rete e le start up». «Se le riforme che favoriscono i giovani chiedono sacrificio agli adulti è difficile pensare che siano sostenuti da partiti e sindacati occupati da adulti che dipendono dal voto di adulti», afferma la Sassoli sottolineando come le nuove generazioni siano state limitate nella loro autonomia perché sono «le famiglie invece dello Stato l’unica forma di welfare».

L’IMPORTANZA DEL MERITO – In chiusura la Sassoli pone il problema della valorizzazione del merito come nodo centrale per il cambiamento: «non capisco perché deve essere impopolare dire che il merito è la ricetta per crescere e che merito non è un concetto contrario all’equità», ha detto l’oratrice che ribalta questa visione affermando che «non ci può essere equità senza merito». «La via corretta della mia sinistra, di quella che vorrei, è quella che offre un modello di massa che offra uguali opportunità di partenza ma poi premi di quelli che putano verso l’alto».

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