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Opinioni e commenti
 

La smentita del governatore Lombardo: «A Roma non vogliono le mie dimissioni e la Sicilia non è a rischio default»
Pubblicato il 19-07-2012


«Non è vero che da Roma vogliono le mie dimissioni». Raffaele Lombardo non ci sta a subire un assedio mediatico e politico con l’annunciata chiamata a rapporto da Monti nei prossimi giorni. Il governatore della Regione Sicilia ha sgombrato il campo da equivoci aggiungendo che dalla Capitale «vogliono invece che resti, a qualsiasi titolo, per poter consegnare la Sicilia ai loro giochi di partito». Lombardo ha poi spiegato che la prima cosa che dirà al capo del governo (il prossimo 24 luglio data fissata dell’incontro, N.d. R.) è «che sono false le notizie secondo cui la Regione siciliana è a rischio default». Lombardo sostiene che tutto ciò che si è letto in questi giorni non rappresenta altro che una «massa di equivoci e menzogne», ribadendo che la Sicilia non è a rischio d’insolvenza e che il bilancio della Regione è certificato dalla Corte dei Conti e «i conti sono qualificati “baa2”, come il comune di Milano e Venezia».

L’ATTACCO DI UN ESPONENTE DEL PD – «Lombardo metta fine all’agonia del suo quinto governo che rischia di trascinare nel baratro la Sicilia intera e con essa la credibilità ed i sacrifici che l’Italia tutta sta facendo» ha dichiarato Tonino Russo, deputato del Partito Democratico alla Camera dei Deputati. Russo ha poi invitato il presidente della Regione Sicilia ad andare via «astenendosi dal saccheggio delle nomine, utili solo alla campagna elettorale del suo movimento e dei reduci che continuano inspiegabilmente a sostenerlo, incuranti di ogni minimo pudore. Cos’altro deve accadere – ha poi aggiunto – per prendere atto della gravissima situazione in cui versa la Sicilia e che giustamente preoccupa le più alte cariche istituzionali del Paese?».

MICCICHÈ (GRANDE SUD), NON STRUMENTALIZZARE L’INTERVENTO DI MONTI NELLA QUESTIONE SICILIANA – «L’iniziativa del presidente Monti, volta a fare chiarezza sui fatti siciliani, è assolutamente legittima» ha dichiarato il leader di “Grande Sud”, Gianfranco Miccichè nell’ultimo post del suo blog “Sud”. «Tuttavia, non bisogna dare adito a equivoci – ha poi sottolineato Micciche’ – nessuno deve strumentalizzare la lettera che il premier ha inviato al governatore Lombardo, per consentire a quest’ultimo di non dare seguito all’impegno di rassegnare nei prossimi giorni le dimissioni». Miccichè ha concluso spiegando che: «Monti è stato chiaro. Ha preteso chiarezza. Nessuno si sogni di macchiare, per un preciso tornaconto, ciò che è limpido. La priorità è la Sicilia. Il resto non conta».

IL BATTIBECCO TRA LOMBARDO E FORMIGONI – «Formigoni ha detto che io sono Lombardo solo di nome? É vero, infatti io sono qui e non a fare i bagni seminudo nelle Antille», ha dichiarato Lombardo replicando al collega governatore che su Twitter lo aveva deriso definendolo Lombardo solo di nome, ma non di fatto.

Silvia Sequi

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