lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sanità: basta con le sforbiciate, c’è bisogno di una Italia più socialista
Pubblicato il 23-07-2012


A fronte della crisi il governo Monti ha giustamente ritenuto di intervenire anche sulla spesa delle pubbliche amministrazioni con lo slogan della Spending Review. Il settore più investito, tra gli altri, quello nevralgico della sanità. Nulla di male, anzi. Ma se si trattasse veramente di una “Revisione della spesa”. Invece, come in una schedina del “Gratta e Vinci”, raschiata la scritta “Spending Review” compaiono solo un paio di forbici.

SFORBICIATE ALLA SANITA’ – Altri 4,7 miliardi tagli al servizio sanitario pubblico sul quale già il governo Berlusconi è intervenuto con una riduzione complessiva di circa 17 miliardi. Il tutto quando nel nostro Paese la spesa sanitaria è al di sotto della media europea (anche se di poco), ha servizi tra i migliori nel mondo, così come gli indici di salute dei cittadini (anche se solo in parte dipendono dal servizio sanitario). La spesa sanitaria è peraltro sotto controllo, come affermato anche dalla Corte dei Conti nel Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica, mentre il problema vero non è diminuirla ma riqualificarla.

IMPOVERIMENTO DEL WELFARE E PRIVATIZZAZIONE – A latere, il fondo sociale è ridotto al lumicino e il fondo per la non autosufficienza azzerato. Paradossale: invece di dare risposte ai più bisognosi – che in tempi di crisi aumentano come certificato dall’Istat – si tagliano per tutti proprio le prestazioni sanitarie e sociali. Da un lato si riducono i posti letto negli ospedali, dall’altro lato si impoveriscono i servizi territoriali. Si tagliano perfino del 50% le risorse per le autovetture mediche. Risultato: pronto soccorsi sempre più ingolfati e flusso verso il privato (per chi può permetterselo). In altre parole le scelte tecniche si stanno trasformando in scelte politiche di impoverimento del welfare e di privatizzazione del servizio sanitario pubblico.

MENO AEREI E PIU’ SANITA’ – Scelta dissennata e miope, se pensiamo che avere una sanità pubblica povera solo per i poveri – con il sistema privato per gli altri – costa complessivamente molto di più e lascia senza cure milioni di cittadini. Un percorso del gambero che in senso inverso Obama sta portando negli USA. E’ venuto il momento di voltare pagina e di ridare voce ai cittadini ed ai lavoratori e alle loro rappresentanze, dai sindacati ai partiti. C’è bisogno di una Italia più socialista, che in tempi di crisi istituisca una patrimoniale strutturale sulle grandi ricchezze, con una riforma del fisco che non colpisca sempre i dipendenti e i pensionati, con una tassazione delle transazioni finanziarie e con minori spese militari. Meno aerei e più prestazioni sanitarie e sociali. Per rimettere in piedi una Italia più forte e solidale uno dei punti di partenza non può che essere la difesa ed il miglioramento del pilastro pubblico del welfare, sociale e sanitario. Non certo il suo taglio tecnico e politico camuffato da Spending Review.

Massimo Cozza

 

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