giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Sanità: il Tribunale dei minori, più che raddoppiate le segnalazioni sulle disattenzioni del personale
Pubblicato il 23-07-2012


Chi meno spende più spende. L’adagio è ancora più vero se parliamo di sanità pubblica. Un settore nel quale, in Italia, da anni si sperperano risorse tra finanziamenti a pioggia e forniture strapagate consegnando ai cittadini ospedali con standard qualitativi scarsi o peggio a rischio. Se ci si mette poi la revisione della spesa del governo Monti, allora la faccenda si fa drammatica e i primi segnali allarmanti si cominciano a vedere: agli 8 miliardi già previsti dalla precedente manovra si aggiungeranno altri 4,7 miliardi. E non meraviglia la notizia secondo cui il Tdm (il Tribunale per i diritti del malato, una delle reti di Cittadinanzattiva) lancia l’allarme relativo all’aumento delle segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario che – tra il 2009 e il 2010 – sono più che raddoppiate: il Tribunale ha infatti evidenziato che la percentuale dal 5,8% del 2009 è salita al 12,9% del 2010 mentre i cittadini che segnalano presunti errori diagnostici e terapeutici si sono ridotti dal 63% del 2009 al 58,9% nel 2010.

L’OSSERVAZIONE E LA PROPOSTA DEL COORDINATORE DEL TDM – Giuseppe Scaramazza, coordinatore nazionale del Tdm, ha sottolineato che: «Ormai sulla prevenzione e sul rischio, tantissime sono le iniziative prese per migliorare il sistema. In quasi tutte le strutture sanitarie del Paese sono state istituite le figure del “risk manager”. Ma tutto ciò non può essere un mero adempimento burocratico». Il responsabile ha poi aggiunto che ad aumentare è il trend relativo alla «disattenzione del personale e agli errori dovuti alla cattiva organizzazione dei reparti, ricordando però «che il personale ormai è sottoposto ad uno stress che ci preoccupa molto a causa del blocco del turn over e dei tagli lineari adottati dalle varie manovre finanziarie». Scaramazza ha poi lanciato una prima proposta operativa che prevede la dotazione dei reparti «di armadi differenziati tra le varie tipologie di materiale sanitario. Ci sembra una prima misura da cui partire» ha poi concluso.

IL RECENTE CASO DEL NEONATO MORTO A ROMA – Un bimbo nato prematuro era morto all’Ospedale San Giovanni di Roma lo scorso 29 giugno perché invece di una flebo di soluzione fisiologica gli era stato iniettato del latte. Sul caso sono state aperte tre inchieste: una della Procura di Roma, una interna al nosocomio e una del ministero della Salute, che ha inviato lunedì gli ispettori nell’ospedale romano. Il pubblico ministero Michele Nardi ha bloccato la procedura della cremazione disponendo accertamenti. Nel registro degli indagati al momento risultano iscritte sei persone tra medici e infermieri dell’ospedale romano.

LA PROTESTA DELLA CGIL CONTRO I TAGLI ALLA SANITÀ – Una scure che si abbatterà sulla sanità per 4,7 miliardi di tagli ai finanziamenti che si uniranno agli 8 miliardi previsti dalla precedente manovra. Il tutto per un totale di oltre 21,5 i miliardi di tagli cumulati nel prossimo triennio. Sono questi i numeri che hanno spinto oggi la Cgil a promuovere una giornata di mobilitazione nazionale per contestare la revisione della spesa pubblica perché «invece di operare una seria riorganizzazione della Sanità, attraverso una vera lotta agli sprechi, taglia ancora finanziamenti fino a compromettere il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a ricevere cure di qualità» si legge in una nota del sindacato. La mobilitazione – che ha come parole d’ordine “Basta tagli alla salute” – prevede oltre trecento iniziative tra presidi, volantinaggi, sit-in, assemblee pubbliche e raccolta di firme contro i “pesanti tagli” alla spesa sanitaria.

Silvia Sequi

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