lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sdegno in Germania: niente pensione di reversibilità per la vedova di un sinti deportato ad Auschwitz
Pubblicato il 24-07-2012


Erano Sinti, 500.000 persone sterminate nei campi di concentramento nazisti, silenziosamente, insieme ai rom e agli ebrei. A distanza di quasi 70 anni, la vedova di uno di quei Sinti, miracolosamente sopravvissuto ad Auschwitz, non ha diritto alla pensione di reversibilità. Lo ha deciso l’amministrazione provinciale di Duesseldorf: non importa che l’uomo abbia perso dieci tra fratelli e sorelle in quel campo di sterminio, non importa la responsabilità storica della Germania nei confronti di quei popoli vittima della barbarie nazista.

LO SDEGNO DELLA COMUNITA’, «UN FATTO INACCETTABILE» – La decisione ha suscitando le proteste della comunità locale Sinti che, attraverso le parole del presidente Romani Rose parla di «un fatto incredibile e inaccettabile a 67 anni dall’Olocausto». Il caso riguarda Eva B., una donna malata di cancro e vedova di Anton B., un sinti nato nel 1924 a Herne, in Nordreno-Westfalia e deceduto nel 2009. Dopo la morte del marito la signora Eva aveva fatto domanda per ottenere la reversibilità della pensione che il coniuge Abton B. percepiva come perseguitato politico, ma le autorità hanno manifestato dubbi sulle attestazioni mediche risalenti agli anni ’50. Pur riconoscendo che la deportazione nel lager nazista aveva causato a Anton B. “gravi disturbi psichici e del sistema neurovegetativo”, a Duesseldorf hanno giudicato non veritiera la certificazione che la malattia cardiaca fosse conseguenza dell’internamento.

LA STORIA DI ANTON – Anton B. era stato deportato ad Auschwitz nel 1943 ed in seguito era stato trasferito a Buchenwald e poi nel campo di concentramento di Mittelbau-Dora, dove era stato costretto a lavorare sotto terra alla costruzione dei missili V2. In una lettera inviata al governatore del Nordreno-Westfalia, Hannelore Kraft (Spd), Romani Rose parla di «una scandalosa differenza di trattamento» tra la vedova di Anton B. e quelle degli ex militari della Wehrmacht e dei componenti delle SS. A queste vedove è stata infatti riconosciuta la pensione di reversibilità per i danni alla salute riportati in guerra dai mariti. Il ricorso della vedova di Anton B. sarà esaminato il 7 agosto dal tribunale di Duesseldorf, e la sentenza verrà resa nota nel mese di settembre.

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