martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sicilia, il Governatore Lombardo a rapporto da Monti: «Mi dimetto il 31 luglio, si voterà il 28 e il 29 ottobre»
Pubblicato il 24-07-2012


“Una grande balla il fallimento della Sicilia. La Regione ha conti solidi e una finanza sostenibile. Il debito ammonta al 7% del Pil. Paga i suoi debiti, ha una criticità che si chiama liquidità. Non e’ mai esistita l’ipotesi di commissariamento della Regione Sicilia”. E’ quanto ha assicurato il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, lasciando palazzo Chigi al termine dell’incontro con Mario Monti.

DIMISSIONI IL 31 LUGLIO – “L’incontro- dice- è andato molto bene. In questi mesi di campagna elettorale da qui alle elezioni non ci saranno sperperi. Abbiamo concordato con Monti – aggiunge Lombardo – che in campagna elettorale non ci saranno spese pazze ma rigore nei conti”. Poi la ferale notizia del suo personale passo indietro. “Io mi dimetto il 31 di questo mese, si voterà se Dio vuole il 28 e il 29 ottobre. Non ci saranno spese, sperperi e sprechi. Si temeva che ci potessero essere spese pazze’, ma ci sara’ invece ‘rigore nei conti anche nei giorni a venire”. In oltre Lombardo ha assicurato che: “Oggi il Governo ha sbloccato 240 milioni per la sanità. I nostri conti tengono, soprattutto per le radicali riforme che abbiamo approvato nella sanita’, nel sistema rifiuti ma anche nei tagli della spesa corrente. Abbiamo convenuto con il governo di avviare una collaborazione forte perche’ lo Stato sappia quello che fa la Regione e ovviamente la Regione si possa cosi’ avvalere della collaborazione e ponga i propri problemi davanti allo Stato. Stiamo lavorando con il ministro Barca perche’ si acceleri l’impiego dei fondi strutturali”.

LA CASSAZIONE DIMEZZA LA PENSIONE D’ORO EX DIRIGENTE SICILIA – La pensione di Felice Crosta, ex dirigente della Regione, rimane d’oro, 621 euro al giorno, ma sarà dimezzata rispetto agli oltre 1.300 euro al giorno percepiti finora. Lo ha deciso la Cassazione che ha cosi’ chiuso la battaglia legale iniziata con il ricorso di Crosta dopo la sentenza della Corte dei Conti che gli aveva dimezzato il vitalizio. Nel 2006 l’ex super dirigente fu nominato dall’allora governatore Toto’ Cuffaro a capo dell’Agenzia per i rifiuti (Arra), con un compenso di oltre 460mila euro l’anno. Crosta si dimise qualche mese dopo, ma quel compenso fu considerato la base pensionabile in forza a una legge che l’Assemblea regionale siciliana varo’ proprio alla vigilia della sua nomina. Con l’arrivo di Raffaele Lombardo al governo, comincio’ la vicenda legale con la Corte dei conti che in primo grado, nel 2010, diede ragione a Crosta. Una sentenza poi ribaltata in appello e adesso confermata dalla Cassazione. Crosta quindi ricevera’ ‘solo’ 227mila euro all’anno.

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