sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Siria, Aleppo sotto assedio e 200mila in fuga dalla città
Pubblicato il 30-07-2012


C’è confusione in Siria sulla situazione nella città di Aleppo, principale snodo commerciale del nord del Paese, al centro di violenti combattimenti negli ultimi giorni. A poco più di 48 ore dall’inizio della dura controffensiva lanciata lo scorso sabato, l’esercito siriano annuncia di aver ripreso il controllo di parte del quartiere ribelle di Salaheddin: lo ha reso noto una fonte della sicurezza di Damasco che, in un comunicato, ha annunciato che «l’esercito ha ripreso il controllo e continua il suo assalto». Subito smentita la notizia da parte degli insorti che, attraverso Abdel Jabbar al-Oqaidi, capo del consiglio militare ribelle, affermano che le truppe governative «non sono avanzate di un solo metro». L’Esercito siriano libero, sostiene di controllare otto quartieri, ovvero quasi la metà della città: «Abbiamo respinto un nuovo assalto contro Salaheddin nella notte e abbiamo distrutto 4 carri armati». L’agenzia siriana ufficiale Sana aveva annunciato domenica sera che i soldati avevano “ripulito” la zona di Salaheddin dai “terroristi”.

IL CORRIDOIO STRATEGICO – Mentre rimane incerta la situazione ad Aleppo, i ribelli siriani hanno conquistato un punto strategico a nord ovest della città: l’occupazione di quest’avamposto militare rappresenta un importante risultato poiché lo snodo garantirà il collegamento tra la città e il confine con la Turchia. A riferirlo è l’ufficiale Ferzat Abdel Nasser: «Il check point di Anadan, 5 km a nord ovest di Aleppo, è stato conquistato questa mattina alle 5, dopo 10 ore di combattimenti», ha detto il militare che ha disertato un mese fa abbandonando le truppe regolari per unirsi ai ribelli.

L’ONU, 200MILA CIVILI FUGGITI DA ALEPPO – Sarebbero 200mila i civili fuggiti da Aleppo nelle ultime 48 ore, secondo stime fornite dall’Onu. Nella città, che conta una popolazione di 2 milioni e mezzo di abitanti, è in corso una violenta offensiva del regime siriano contro i ribelli e, secondo la responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Valerie Amos, un numero imprecisato di persone sarebbe ancora intrappolato. «Hanno urgentemente bisogno di cibo, acqua potabile, materassi e forniture igieniche», ha spiegato la Amos, che si è detta «estremamente preoccupata dall’impatto dei bombardamenti e dall’uso di carri armati e armi pesanti» contro la popolazione civile.

INCONTRI AL CAIRO – I dirigenti del Consiglio nazionale siriano, organismo che raccogli il maggior numero di gruppi dell’opposizione, hanno annunciato che domani inizieranno al Cairo una serie di incontri e discussioni per valutare la possibilità di formare un governo di transizione. Secondo quanto ha annunciato Khaled Khawja, della direzione del Cns, «l’opposizione siriana terrà domani al Cairo il suo primo incontro per discutere se formare un governo transitorio all’estero». Khawja non ha però precisato se ritiene che dal vertice di domani usciranno decisioni ufficiali.

IL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCESE: «DOBBIAMO TENTARLE TUTTE» – «Visto che la Francia assumerà la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu il primo agosto, presenteremo una richiesta prima della fine di questa settimana per una riunione, probabilmente a livello ministeriale, per cercare di bloccare i massacri e preparare la transizione politica», ha affermarlo è stato Laurent Fabius, ministro degli Affari esteri del governo Ayrault. «Dobbiamo tentarle tutte», ha proseguito il titolare del Quai d’Orsay, accennando all’opposizione di Russia e Cina che già tre volte hanno posto il veto su una risoluzione del massimo organo del Palazzo di Vetro. Fabius ha quindi espresso preoccupazione per la sanguinosa offensiva lanciata dal regime siriano contro la città di Aleppo, dove si combatte da sabato. «Il popolo siriano sta subendo un martirio e l’esecutore si chiama Bashar al-Assad», ha concluso Fabius.

 

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