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Siria: uccisi il ministro della Difesa e il suo vice. Duri combattimenti a Damasco
Pubblicato il 18-07-2012


Sono le classiche scene che precedono la caduta di un regime: si combatte per le strade della capitale siriana Damasco e l’anello di sicurezza che protegge il presidente siriano Assad sembra divenuto improvvisamente vulnerabile. Un attentatore suicida è riuscito, infatti, a raggiungere l’edificio che ospita la Sicurezza Nazionale durante una riunione del gabinetto dei ministri e di alti ufficiali dell’esercito. Nell’esplosione sono rimasti uccisi il ministro della Difesa e il suo vice, entrambi cognati del presidente Assad.

FINO AL CUORE DELLO STATO – Il generale Daoud Rajha e il suo vice, Assef Shawkat, sono rimasti vittima del più grave attentato contro ufficiali governativi dall’inizio della sollevazione lo scorso marzo. Nell’attentato sono rimasti gravemente feriti anche il ministro dell’Interno Mohammed Ibrahim al-Shaar e il responsabile del gabinetto per la sicurezza nazionale Hisham Bekhtyar. L’attacco si è verificato nel cuore del distretto di Rawda, nel centro di Damasco. Fonti ufficiali del governo avrebbero smentito la tesi dell’attentatore suicida affermando che a provocare l’esplosione potrebbe essere stata una bomba lasciata prima della riunione tra ministri e funzionari da un «interno» all’apparato di sicurezza.

LA “BRIGATA DELL’ISLAM” RIVENDICA L’ATTENTATO – L’attentato è stato rivendicato dal gruppo ribelle di ispirazione islamica “Liwa al-Islam”, la Brigata dall’Islam, e, successivamente, anche dall’Esercito Libero Siriano. L’esplosione si è verificata mentre sono giunti al quarto giorno i violenti scontri tra i ribelli e le forze lealiste filogovernative nella capitale. L’attacco alla vena giugulare del regime è stato rinominato dall’ELS operazione “il vulcano di Damasco”.

OFFENSIVA A DAMASCO – Nei giorni scorsi i ribelli avevano fatto sapere che si apprestavano ad intensificare le azioni offenzive volte alla conquista della capitale siriana. La strategia dell’Els prevede il lancio dell’ultima fase della campagna per la presa della capitale. Un portavoce dei ribelli, Qassim Saadedine, ha fatto sapere che «la vittoria è vicina» sottolineando che l’Els «ha portato l’offensiva dalla regione intorno alla capitale fino al centro di Damasco».

ASSAD RESISTE – «Le forze armate sono determinate a finire di uccidere le bande terroristiche e i criminali e a ricercarli ovunque si trovino». Lo ha fatto sapere il presidente Bashar al Assad attraverso la televisione di stato aggiungendo che «Chiunque pensi che colpendo i comandanti può piegare la Siria, si illude».

Roberto Capocelli


Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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