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Opinioni e commenti
 

Siria, strage di ragazzi: torturati e uccisi a sangue freddo
Pubblicato il 24-07-2012


La Siria è un Paese in guerra. Si susseguono senza soluzione di continuità le notizie di feroci combattimenti in ogni parte della nazione: da alcuni giorni i ribelli dell’Esercito Libero Siriano hanno lanciato l’offensiva anche contro la seconda città e principale centro economico del Paese, Aleppo. Nella giornata di ieri, durante l’avanzata, le truppe regolari avrebbero fucilato a sangue freddo almeno 20 uomini disarmati. A riferirlo è l’attivista dell’opposizione Bashir al-Kheir, che ha precisato che le vittime avrebbero tutte un età compresa tra i 20 ed i 30 anni circa: «I corpi sono stati raccolti dai quartieri di al-Ikhlas, al-Zayat, al-Farouk, Hawakir al-Sabbarah e al-Basatin e portati tutti nella moschea di al-Mustafa. Hanno diversi fori di pallottola; uno ne ha almeno 18. Tre hanno le mani legate dietro la schiena. Alcuni sono in pigiama. Molti hanno le dita rotte o amputate, altri sono stati sgozzati» ha dichiarato l’attivista. Come spesso accade dall’inizio della sollevazione contro il presidente Assad non è stato possibile verificare i fatti da fonti indipendenti.

LA CONTROFFENSIVA  – Intanto si è appreso che l’esercito fedele al presidente Bashar al-Assad avrebbe ripreso il controllo dei quartieri conquistati la scorsa settimana dalle forze irregolari. Durante la controffensiva le truppe regolari si sarebbero avvalse anche del supporto di elicotteri da combattimento che, secondo quanto hanno riferito fonti dell’opposizione, avrebbero utilizzato indiscriminatamente razzi contro edifici civili.

IL MINISTRO TERZI, «UN MASSACRO INAUDITO» – Commentando la notizia della strage di 20 civili inermi, il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, da Bruxelles ha espresso parole di dura condanna: «la battaglia dell’esercito siriano contro la propria popolazione rasenta la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità», ha detto il ministro sottolinenando che i militari fedeli al regime sono andati «ben al di là di qualsiasi altra repressione vista in altri paesi della primavera araba, qualcosa che nel nostro mondo non dovrebbe esistere».

NON CI SARA’ SCENARIO LIBICO – Nessuno scenario libico e nessun intervento militare, ha ribadito Terzi, ricordando che la Nato si è riunita sulla base dell’art.4 su richiesta della Turchia. «Alla Turchia va la nostra solidarietà assoluta, ma al momento non ci sono le condizioni che facciano prevedere una situazione di conflitto su larga scala». Secondo Terzi, infine, la Ue deve agire anche fuori dal contesto dell’Onu, attraverso gruppi di azione diplomatica e il gruppo degli amici della Siria, per bloccare la situazione dei veti di Russia e Cina al Consiglio di sicurezza dell’Onu, e più in generale sostenere la proposta della Lega Araba, che ieri ha esercitato nuove pressioni sul presidente Assad affinché lasci subito il potere per ottenere in cambio un’uscita «sicura». Il riferimento è alla proposta del Qatar che ha offerto un salvacondotto e asilo politico ad Assad se questi dovesse abbandonare il potere secondo quanto riferito dal premier e ministro degli Esteri del Qatar, Hamad bin Khalifa Al-Thani.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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