martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Solo senza il suo leader il delfino Angelino presenta il semipresidenzialismo alla Berlusconi
Pubblicato il 26-07-2012


E la nave va. Riscoppia l’amore fra i due amanti malconci: da un lato un Pdl ai minimi storici e dall’altro una Lega in crisi la cui base “dura” fa sempre più fatica a identificarsi con i vertici “molli” che, dal “Trota” in giù, hanno scolorito le battagliere camicie verdi sempre più simili alle cravatte della tanto odiata “Roma ladrona”. Insomma un matrimonio in stampelle quello annunciato dal delfino detronato Angelino Alfano che racconta ai giornalisti di «cambi storici» per occultare la barella offerta alla Lega che non riesce proprio a «ripartire dal territorio» come annunciato.   

LETTERE A UN BAMBINO MAI NATO – «Il 25 maggio avevamo presentato una proposta del modello presidenzialista e oggi, dopo 2 mesi, questa proposta è stata approvata ad un ramo del Parlamento. Per noi questo rappresenta un presupposto fondamentale perché questa riforma storica possa vedere la luce». Così Angelino Alfano, segretario del Popolo della Libertà, ha celebrato l’approvazione da parte del Senato delle modifiche all’art. 83 che introducono l’elezione diretta del Capo dello Stato. Cerca di convincere il Segretario che, come il maestro Berlusconi insegna, disegna sul foglio di carta lo schemino di linee rette per salvare quel Paese: peccato che i fatti, in quasi 20 anni abbiamo, con la stessa precisione, dimostrato il contrario. Rispondendo alle domande dei giornalisti Alfano ha affermato che esistono i tempi tecnici per l’approvazione della riforma in caso di collaborazione da parte del Pd e che, in caso contrario, si potrebbe approvare la legge con una maggioranza non qualificata e poi, eventualmente, sottoporla a referendum confermativo.

DO UT DES, L’ASSE LEGA-PDL – Alfano ha sottolineato che l’approvazione della proposta è stata il risultato della «tessitura di una mediazione con la Lega Nord» per la quale ha ringraziato Ignazio Larussa come principale mediatore della convergenza. Alfano ha enfatizzato l’importanza di un modello che preveda la combinazione fra un Senato federale e il presidenzialismo.

BERLUSCONI GRANDE ASSENTE – Non è passata inosservata l’assenza in conferenza stampa di Silvio Berlusconi: commentando la mancata apparizione dell’ex premier, Alfano ha dichiarato che si tratta di una scelta di responsabilità da parte del Cavaliere per evitare speculazioni politiche. Secondo Alfano, Berlusconi comparirà di fronte ai giornalisti solo quando la riforma sarà approvata anche alla Camera.

ALFANO, «LA SINISTRA VUOLE MANTENERE IL POTERE» – Il segretario del Pdl ha aggiunto che ora si passerà al vaglio della Camera e che l’appello del suo schieramento alla sinistra è quello di «permettere a 60 milioni di italiani di scegliere il Presidente invece che lasciarlo scegliere a 6 segretari di partito» accusando il Pd di avere «un forte ritardo nella comprensione della necessità di riforme fondamentali». Per Maurizio Gasparri la sinistra, per opporsi alla riforma, non starebbe «entrando nel merito della questione, adducendo argomenti non veritieri» contro la proposta come «il pretesto sulla questione della legge elettorale». E proprio sulla legge elettorale Alfano ha fatto sapere di essere per una riforma che preveda un premio di maggioranza per il primo partito e che permetta ai cittadini di esprimere una preferenza diretta. Intervento durante la conferenza stampa, il senatore Gaetano Quagliarello ha affermato che il presidenzialismo «potrebbe essere il vero scudo antispread, l’attuale architettura istituzionale del Paese non è attualmente in grado di superare la crisi che abbiamo».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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