martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Spagna e crisi, l’acqua ai pazienti ricoverati? Che la portino i familiari
Pubblicato il 05-07-2012


I tagli nel settore pubblico messi in atto dal governo nazionale e dei governi regionali guidati dal Partido Popular stanno colpendo anche le necessità umane basiche, come la somministrazione dell’acqua agli ammalati negli ospedali della comunità governata dalla numero due dei conservatori María Dolores de Cospedal, secondo quanto denunciano le opposizioni (PSOE e IU) e i principali sindacati della regione della Castilla la Mancha.

GLI OSPEDALI INCRIMINATI – Nella terra di Don Chisciotte, le sforbiciate brutali dei governi del PP sono arrivate fino ai servizi di distribuzione degli alimenti negli ospedali pubblici, un servizio che garantiva una dieta equilibrata per gli ammalati in funzione dello stato di salute. In alcuni centri i pazienti, secondo quanto riportato dalla stampa spagnola da numerosi addetti e dai famigliari, i pazienti in cura non hanno diritto a ricevere l’acqua minerale durante la distribuzione del cibo. I rappresentati del sindacato Comisiones Obreras (CC.OO.) hanno spiegato che la situazione sta andando “avanti da mesi” e con l’arrivo del caldo sta diventando insostenibile almeno cosi riportano dagli ospedali di Albacete e di Ciudad Real.

L’ACQUA AI PAZIENTI? CHE LA PORTINO I FAMILIARI – Questo martedì, nei corridoi del complesso ospedaliero pubblico “la Mancha-Centro” di Alcazar de San Juan  (Ciudad Real) hanno iniziato a spuntare vari cartelli nei quali  si informano le famiglie dei pazienti di farsi carico del “suministro” dell’acqua ai propri cari ricoverati. Testimonianze dei cartelli raccolte e pubblicate dal quotidiano Público, foto scattate da chi nell’ospedale lavora, si legge nel manifesto  “Si avverte che a partire da ora, i famigliari devono somministrare l’acqua ai pazienti. L’acqua non è inclusa nella dieta”. Infermieri e gli operatori dell’ospedale hanno confermato al quotidiano che da giorni nel centro si rincorrevano voci sulla possibilità che a partire dal mese di luglio l’acqua sarebbe stata un bene di lusso nei menù che i pazienti ricevono almeno tre volte al giorno. Voci confermate dalle apparizioni dei cartelli con l’avviso. Avvisi affissi nei corridoi,  ma giornalisti (e pazienti) rimasti a secco anche di spiegazioni da parte della direzione dell’ospedale.

IL GIALLO DEI CARTELLI SUBITO SPARITI – Se il direttore latita, la risposta è arrivata dal Servicio de Salud de Castilla-La Mancha (SESCAM), che sminuisce la portata dell’avviso e delle indicazioni per i famigliari dei pazienti, risolvendo tutto come un grande malinteso. Se bene le fonti consultate hanno comunque riconosciuto che i cartelli sono stati affissi nei corridoi dell’ospedale, ma rassicurando che l’ordine è stato mal interpretato tra lavoratori interni all’ospedale e i responsabili del catering che si occupa di servire i pasti ai pazienti. Solo dopo la segnalazione alla stampa i fogli sono improvvisamente scomparsi dai corridoi e dagli ingressi ai reparti di degenza e l’acqua è tornata sulle tavole.

I SINDACATI DI SETTORE, SONO CORSI AI RIPARI DOPO DUE MESI SENZ’ACQUA – Intervistati sull’accaduto, i principali responsabili dell’aera sanità del sindacato CC.OO della Castiglia La Mancha hanno confermato che la mancata distribuzione dell’acqua negli ospedali non era una novità per gli abitanti della regione, Concha Plaza segretaria generale per la sanità di CCOO, questa forma improvvisata di ticket sui menù si stava già praticando nell’ospedale di Albacete “da almeno un paio di mesi”. Fa eco Elena Barrio responsabile sindacale dell’ospedale di Ciudad Real, dove viene applicato il medesimo sistema dall’arrivo della squadra taglia tutto del governo regionale della numero due del PP.

TUTTO GRAZIE ALLA WONDERWOMAN DEL PP – Certo è che i titoloni come “De Cospedal toglie l’acqua agli ammalati” non aiutano l’immagine della leader conservatrice e presidente della regione. Lei che è la vera WonderWoman del PP, con un ritratto già incrinato dallo scandalo sul dispiego di forze di sicurezza il quotidiano online 20minutos raccogliendo fonti ufficiali dichiara 6 agenti della polizia nazionale ai quali vanno ad aggiungersi altri cinque della scorta, al lavoro quotidianamente per proteggere l’abitazione personale, dopo la scelta di abbandonare la residenza ufficiale in centro a Toledo per la propria villa in campagna. Scandalo già arrivato nella seduta plenaria del governo regionale, ma blindato e sospeso dai compagni di partito della De Cospedal, intervento tempestivo, insomma un po’ come gettare acqua sul fuoco.

Sara Pasquot

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