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Opinioni e commenti
 

Spagna: la Catalogna chiede aiuto allo Stato, ma è boom di ricorsi contro i tagli
Pubblicato il 25-07-2012


La crisi spagnola non dà respiro. Oltre alla crisi dello Stato e delle banche, che ha portato all’intervento dell’Europa e a una miriade di tagli in tutti i settori dell’economia, si aggiunge la situazione disastrosa delle comunità autonome. Al momento è la Catalogna a trovarsi sotto i riflettori, asfissiata da un debito di 5,755 miliardi di euro, il più alto della Spagna. Il governo catalano ha ammesso ieri che dovrà ricorrere al Fondo di liquidità dello Stato, istituito di recente proprio per venire in soccorso alle economie regionali.

TUTTI I TAGLI – Nel frattempo le altre comunità autonome proseguono la corsa affannosa ai tagli. Mentre la Galizia ha fatto sapere ieri che ridurrà da 75 a 61 il numero dei deputati regionali a partire dalle prossime elezioni che si terranno a marzo 2013, grazie a un piano elaborato dal Partito popolare (Pp) che governa attualmente la regione, l’Andalucia ha deciso di ridurre le auto di servizio e di limitare gli stipendi ai dipendenti delle imprese pubbliche. Il numero delle auto riservate alle alte cariche del governo locale verrà ridimensionato da 200 a 30-40 al massimo, così come si prevede una riduzione netta delle sfere dirigenziali delle aziende statali.

POLEMICHE E RICORSI – I tagli continuano a far discutere e gli oppositori ottengono i primi risultati: il Tribunale costituzionale ha accolto il primo ricorso contro l’austerity del governo di Madrid. L’alta corte spagnola ha deciso di accogliere il ricorso presentato dal parlamento della Navarra sull’incostituzionalità di alcune misure adottate dall’esecutivo di Mariano Rajoy, nell’ambito di istruzione e sanità. Anche il governo basco ha fatto sapere che presenterà ricorso contro gli ultimi tagli imposti dal governo centrale. La portavoce, Idoia Mendia, ha annunciato ieri a Vitoria che la regione presenterà ricorso al Tribunale costituzionale contro alcuni provvedimenti varati dalle Cortes spagnole, fra cui l’eliminazione della paga straordinaria ai dipendenti pubblici e l’ampliamento degli orari delle attività commerciali.

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