lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

SPAGNA, LA REVOLUTION DEI SINDACATI CONTRO I TAGLI DI RAJOY
Pubblicato il 19-07-2012


Più di venti organizzazioni e collettivi stanno manifestando in tutta la Spagna, grazie a una inedita unità sindacale e sociale capace di organizzare un fronte comune ai tagli del governo Rajoy. Comisiones Obreras con il sindacato socialista UGT, dipendenti pubblici già in strada da più di una settimane e il rinato (almeno mediaticamente) Movimemiento 15-M degli indignati. Le mobilitazioni autoconvocate si snoderanno su tutta la penisola in più di 80 paesi e città. In maniera inedita, assicurano fonti sindacali, le bandiere e i simboli dei principali sindacati spagnoli svetteranno in testa alla grande manifestazione che si terrà nel pomeriggio a Madrid.

SINDACATI E ASSOCIAZIONI INSIEME – Una marcia quella dei sindacati in compagnia delle organizzazioni di settore come il Sindicato Unificado de Policía (SUP), la Unión Federal de Policía (UFP), la Asociación Unificada de Guardias Civiles (AUGC), la Unión de Actores o la anarcosindacalista Confederación General del Trabajo (CGT). Saranno rappresentati nel manifesto comune la CES Confederazione Europea dei Sindacato e il CSI-F l’organizzazione che raggruppa gli affiliati tra i dipendenti della funzione pubblica spagnole, il collettivo più colpito dalle misure di austerità del governo del PP. Intanto all’interno del Congreso de los diputados, il ministro delle finanzie Cristobal Monitoro ha affermato che «La Spagna non ha danaro nelle casse pubbliche per pagare i servizi e il governo agisce per necessità. E’ la necessità a segnare il cammino». Una difesa in Parlamento per spiegare il taglio di 65 miliardi in due anni della spesa pubblica, approvata venerdì scorso dal consiglio dei ministri riunito alla Moncloa. Taglio della spesa pubblica, mai vista una riduzione così grave nella recente storia democratica del Paese, e «inevitabile aumento dell’iva» che come ha ribadito Monitoro «aumento necessario per il pagamento dei salari ai dipendenti pubblici».

IL SOCIALISTA RUBALCABA NON CI STA – All’opposizione nelle strade ha dato finalmente voce il leader del PSOE, Alfredo Perez Rubalcaba, con un chiaro «rifiuto frontale» del gruppo socialista alla manovra del governo. Nel sottolineare l’assenza (oramai una consuetudine) in aula del premier Mariano Rajoy in un dibattito di tale rilevanza, Rubalcaba ha definito «umiliante che il Bundestag, discuta le condizioni contenute per il salvataggio del sistema bancario spagnolo, quando «in Spagna, in questo Parlamento, questa discussione non si sta producendo». Mentre gli spagnoli scendono in strada, da quasi una settimana il palazzo del Parlamento è circondato da un cordone di sicurezza e transenne che lo ha trasformato in un vero fortino. Immagini che revocano il tentativo di colpo di stato del colonnello Tejero il 23 febbraio 1981, oggi il colpo è stato dato allo stato sociale e le transenne servono a poco.

Sara Pasquot

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