lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Spending review: gli enti locali sul piede di guerra
Pubblicato il 03-07-2012


Continua il tira e molla tra il governo e le parti sociali sulla spending review. Dopo gli enti locali ora è la volta dei sindacati che, viste le “minacce” di sciopero generale espresse ieri, fanno temere che il confronto potrebbe non essere facile. Se i sindacati scuotono la testa, anche le Regioni rimangono dubbiose, soprattutto quando vengono interpellate sugli interventi in materia di sanità. Secondo quanto riferito da alcuni presenti al tavolo con l’esecutivo di oggi, i governatori avrebbero chiesto maggiore chiarezza sul riparto del fondo 2012. Ma le risposte arrivate sarebbero state giudicate ancora troppo vaghe dai presidenti di Regione.

LA DICHIARAZIONE DI PASSERA – A frenare lo scetticismo delle Regioni, non sono bastate neanche le rassicurazioni espresse dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che avrebbe garantito agli enti locali che nella spending review non ci saranno tagli al trasporto pubblico locale.

INCONTRO CON I SINDACATI – Mentre si è concluso il vertice con gli enti locali, sono i sindacati e le imprese impegnati in questo momento nel confronto con il premier Mario Monti. Al tavolo sono presenti in rappresentanza del governo anche il sottosegretario Antonio Catricalà e i ministri Piero Gnudi, Renato Balduzzi; Filippo Patroni Griffi, Corrado Passera, Piero Giarda e Vittorio Grilli. Per i sindacati siedono Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Giovanni Centrella (Ugl). Presente anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi e i presidenti di Rete Imprese Italia, Abi, Ania e Alleanza delle cooperative. L’incontro con i sindacati si preannuncia movimentato. Nonostante il governo avesse annunciato un quasi raggiunto accordo sulla sanità, Cgil, Cisl e Uil hanno minacciato di tornare in piazza contro i tagli “fatti tanto per farli”.

BONANNI (CISL) – Tra i primi commenti arriva quello di Raffaele Bonanni: «Serve la concertazione con le parti sociali». Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, intervenendo al tavolo con il governo in corso a Palazzo Chigi. «Occorre incidere di più sugli sprechi e sui conflitti di potere tra gli apparati dello Stato», ha aggiunto. «Giudicheremo i provvedimenti rispetto all’efficacia e alla volontà del governo di ridurre i livelli amministrativi e le inefficienze», ha poi sottolineato.

I TEMPI DELLA SPENDING “TRIFASE” – I tempi della spending review sono noti e solo al termine degli incontri, dispiegati nell’arco di circa cinquanta giorni, si conosceranno quegli angoli della spesa pubblica da smussare. Il premier Mario Monti ha spiegato nel dettaglio che la manovra sarà divisa in tre fasi: la prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda sta per partire con il DL in discussione, la terza arriverà tra qualche settimana con un altro DL per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche.

MONTI, NO RIDUZIONE SERVIZI – Intanto è trapelato qualche particolare dell’incontro di stamattina con gli enti locali: secondo quanto riferito da fonti presenti al tavolo, lo stesso Monti avrebbe rassicurato: «La spendig review non è un’altra manovra, ma una operazione per eliminare gli sprechi. Non ci sarà riduzione di servizi, ma la priorità è far emergere cosa salvaguardare e cosa ridimensionare». Sul tema caldo della riduzione degli organici della pubblica amministrazione, il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi, ha commentato che la modifica «sarà fatta dopo la verifica delle piante organiche e solo dopo sarà possibile selezionare e modulare l’intervento di riduzione attraverso la mobilità di due anni».

LO SCETTICISMO DEGLI ENTI LOCALI – Stamattina un’ondata di scetticismo è arrivata anche dal presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Graziano Delrio: «Il governo ha fretta di chiudere sulla spending review. Sarebbe stato meglio continuare a lavorare insieme visto che non conosciamo ancora l’entità dei tagli nel nostro settore», mostrando la propria preoccupazione per il fatto che, dopo l’incontro di oggi, «i Comuni non saranno riconvocati dal governo e questo è grave. Usciamo oggi da questo incontro senza alcuna carta in mano e questo è un metodo che non ci piace, anche perchè la nostra realtà ha prodotto dal 2008 risparmi per circa 7 miliardi di euro». Intanto le notizie dal fronte sanità, secondo quanto dichiarato in mattinata dal ministro Balduzzi, sarebbero positive: «Siamo già abbastanza avanti con il lavoro e si può immaginare che la revisione della spesa in sanità non sia semplicemente un auspicio. L’obiettivo è contribuire a scongiurare l’aumento dell’Iva».

Vittoria de Petra

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Commenti all'articolo
  1. La ricomposizione del tessuto degli enti locali deve porre, in concreto, la razionalizzazione del nostro territorio. Possiamo pensare, da come è riassunto dai giornali, che il ridimensionamento delle provincie, senza cogliere la loro forza economica, ma basarsi su di un parametro territoriale, sul numero degli abitanti, senza tener conto della loro capacita produttiva; è il caso della ipotesi di unificare le provincie di Modena e Reggio E, mi pare il massimo della superficialità. Pensare,poi, di creare un altro livello istituzionale, il consorzio, per i comuni sino a 3000 abitanti, riassume la superficialità della cosi detta “riforma”. La maglia comunale và ricomposta senza craere sovrastrutture, determinando una più ampia dimensione comunale.
    Bisognerebbe consegnare ai, novelli riformatori, gli scritti di M.Severo Giannini
    silvio minardi

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