giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Spending review, i comuni in piazza per dire no e minacciano: «Sono a rischio i servizi»
Pubblicato il 13-07-2012


Il decreto sulla spending review, cosi’ come impostato dal Governo nella parte dei tagli alla spesa pubblica, non e’ accettabile. Per questo l’Anci e i sindaci protesteranno davanti Palazzo Madama, il prossimo 24 luglio. Questa la principale decisione assunta dall’Ufficio di presidenza dell’associazione riunito ieri a Roma. Nel corso della riunione e’ stata ribadita la disponibilità dei sindaci a migliorare la capacita di acquisto della pubblica amministrazione, ricontrattando ad esempio gli impegni con le banche e le assicurazioni e proseguendo sulla strada gia’ tracciata dei costi standard.

I CONTI NON TORNANO – La contrarieta’ al decreto, pero’, nasce dalla constatazione che allo stato il testo sembra configurare tagli lineari e non interventi puntuali che generano risparmi di spesa. Si tratta quindi per l’Anci di una nuova manovra, che si aggiungerebbe ai 22 miliardi di contributi gia’ chiesti ai Comuni negli ultimi quattro anni, e che farebbe schizzare al 23% il taglio sulla complessiva spesa corrente del comparto. Il rischio concreto, in questo caso, sarebbe l’abbattimento dei servizi, l’innalzamento delle tasse o il dissesto finanziario di buona parte dei Comuni, che a quattro mesi dalla chiusura definitiva dei bilanci si vedrebbero decurtare voci importanti.

LABELLARTE (PSI), BENE I COMUNI. IL GOVERNO DECIDE SENZA DISCUTERNE – «Hanno perfettamente ragione i Comuni a protestare. Il fatto preoccupante – ha dichiarato all’Avanti!online Gerardo Labellarte del Partito Socialista Italiano – è che non sia un tema nuovo oltre al fatto che non ci sia un cambio di passo del governo. Si dovrebbe parlare di riduzioni a singoli comparti e invece siamo sempre alla stessa solfa: si prendono conclusioni e le si comunicano senza discuterne con gli organi direttamente interessati come i Comuni che rappresentano interessi generali come quelli dello Stato. E’ inutile poi parlare di spending review se non si ha la capacità di fare i giusti distinguo tra realtà virtuose e quelle ‘sprecone’. Si prende un comparto normalmente virtuoso e già tartassato negli anni e si continua a torchiarlo senza concedere nulla rispetto all’autonomia fiscale. E’ già in corso il taglio dei servizi, bisogna vedere fino a che punto si arriverà: si taglieranno gli asili nido, i trasporti e poi chissà. Stiamo tagliando servizi con un livello già più basso rispetto ad altri paesi. Con i ministeri invece si taglia con più delicatezza e innanzitutto si dialoga prima di operare i tagli».

SOCIETA’ PUBBLICHE E UFFICI GIUDIZIARI – Si e’ poi affrontato il tema delle disposizioni del decreto riguardanti le societa’ a partecipazione pubblica. Per gli esponenti dell’Anci, ancora una volta, ci si trova davanti a una confusione normativa, che sottende un disegno costante in cui le societa’ pubbliche vengono considerate come centri di inefficienza, e i Comuni come centri di spesa piuttosto che come potenziali volani per la crescita. Inoltre l’Ufficio di presidenza ha discusso anche dello schema di decreto legislativo volto alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, ora all’esame delle Commissioni parlamentari competenti. Qualche preoccupazione e’ stata espressa per gli effetti del Piano predisposto dal Governo che, sulla base della legge delega, prevede l’accorpamento di 37 tribunali e 220 sezioni distaccate. L’Anci ha espresso forte preoccupazione sugli effetti che questa proposta avra’ sui territori e chiede che si riveda e si abroghi anche la norma altrettanto datata che pone in capo ai Comuni il pagamento delle spese degli uffici giudiziari, competenza esclusivamente statale, che crea una partita di giro in cui Comuni perdono ricorse e che impone anche costi gestionali indiretti. Modifica questa che l’Associazione ritiene assolutamente necessaria, ancor di piu’ con la riforma che carichera’ su meno Comuni tali spese.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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