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Opinioni e commenti
 

SPENDING REVIEW, RINVIATO L’AUMENTO DELL’IVA E SALVI I PICCOLI OSPEDALI
Pubblicato il 06-07-2012


Il giorno piu’ lungo per SuperMario è arrivato. Dopo  una riunione fiume di sette ore, il Cdm ha approvato il decreto sulla spending review. Un consiglio dei ministri che ha fatto patire non poco. Il prof, dopo una lunghissima discussione, ha blindato gli obiettivi dei tagli e ha imposto una estenuante analisi dei contenuti da parte dei singoli ministri. Non è mancato un vero e proprio braccio di ferro con il ministro della sanita’, Renato Balduzzi. Gli articoli sarebbero in tutto 17 e non ci sarebbe traccia del blocco delle tariffe che invece era presente nelle prime bozze circolate in questi giorni. Il decreto approderà nell’aula della Camera il 31 luglio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

TAGLI A UNIVERSITA’, -200MLN IN 2012 E POI 300 MLN ALL’ANNO – Confermata nel dl sulla spending review la stretta sul turn over per le universita’ e gli enti di ricerca, con un taglio di circa 200 milioni nell’anno in corso e di circa 300 milioni negli anni successivi.

IL GIALLO DEI 200MLN ALLE SCUOLE PARITARIE, PROVVEDIMENTO ELIMINATO ALL’ULTIMO, SODDISFAZIONE DEL SEGRETARIO NENCINI – “Vengono stanziati 200 milioni alle scuole non statali”: così recitava il primo stralcio della bozza diffuso in serata. Poi, questa notte, intorno alle 2 il passaggio era stato elimitato dal testo. Soddisfazione del segretario del PSI Riccardo Nencini che ha dichiarato: «Vittoria! Nessun finanziamento alle scuole private. Ogni tanto una soddisfazione. E per una causa giusta. Chi manipola meglio il vocabolario vince sempre. Più la penna della spada». Vengono poi stanziati 10 milioni per le università non statali. Questa cifra é inferiore a quella assegnata negli scorsi anni agli atenei privati, pari a 20 milioni.

ESODATI E IVA – Nel testo si conferma l’aumento di 55.000 unità di lavoratori ‘esodati’ salvaguardati. L’importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014. Sospensione poi sino al 30 giugno 2013 dell’incremento dell’Iva e riduzione dell’incremento dell’Iva a decorrere dall’anno 2014. Il provvedimento prevede l’eliminazione dell’ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014.

SALVI I MINI-OSPEDALI – In oltre sette ore di confronto, raccontano diversi partecipanti, che ha portato al salvataggio dei mini-ospedali compensato con l’abbassamento del tetto di spesa al 4,8% per i dispositivi medici, il pacchetto di misure è passato sotto la lente d’ingrandimento dei responsabili dei dicasteri con il presidente del Consiglio che ha posto come condizione vincolante il rispetto rigoroso degli obiettivi dei tagli.

BERSANI: «VEDO TROPPI “MONTI” DA SCALARE PER LA SANITA’» –
«Nella prospettiva dei prossimi due anni, per la sanità, a Tremonti si aggiunge Monti: ci sono troppi ‘Monti’ da scalare», così il segretario del Pd Bersani in merito ai tagli sulla sanità. D’accordo con i presidenti di regioni che hanno protestato per i tagli alla sanità Bersani ha garantito che verificherà la promessa del decreto di ridurre i costi a parità di servizi offerti.

DIMEZZARE LE PROVINCE, ISTITUITE 10 CITTA’ METROPOLITANE– La spending review interviene anche sulle Province, prevedendone la riduzione e l’accorpamento, con l’obiettivo di dimezzare il numero attuale. La riduzione avverra’ sulla base della dimensione territoriale e della popolazione. “Entro l’1 gennaio 2014 vengono istituite le Citta’ metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi sul decreto spending review. Contestualmente, spiega la nota, “verranno soppresse le relative province”.

IL RETROSCENA – Il governo ha dato il via al decreto sulla spending review con una corsa contro tutti e sopratutto contro il tempo, da trasmettere in tempi rapidi al Quirinale e da far pubblicare in fretta in Gazzetta. Questo, sostengono fonti ben informate, e’ quanto sarebbe stato richiesto anche dal Capo dello Stato. Per evitare estenuanti lotte interne all’esecutivo, per non dare adito a speculazioni di sorta, soprattutto quelle che sui mercati gia’ oggi sono tornate ad incidere sul differenziale con i bund tedeschi. Il testo del provvedimento che solo per quest’anno dovra’ portare risparmi per 7-8 miliardi, e’ scritto e di li’ non ci si muove per quanto riguarda gli obiettivi. Insomma, il provvedimento non sara’ emendabile.

DIFESA E SANITA’ – La Difesa ha ottenuto di far coincidere i tagli della spending review con quelli previsti dal processo di revisione dello strumento militare promosso dal ministro Giampaolo Di Paola, che gia’ prevedeva una riduzione di 33 mila militari in 10 anni. Sullo stesso crinale si e’ mossa la ‘trattativa’ intavolata tra il ministro della Sanita’, Renato Balduzzi con il premier. Anche li’ il sentiero e’ strettissimo ma sono stati sfruttati i margini per mantenere gli obiettivi di risparmio spostando i tagli dalla chiusura dei piccoli ospedali, quelli con soli 80/120 posti letto, con un pari abbattimento della spesa sanitaria su altri capitoli, come ad esempio quelli per l’acquisto di dispositivi medici.

LE REGIONI SUL PIEDE DI GUERRA – Non poca cosa, considerato che le Regioni sono sul piede di guerra e lamentano una pesante interferenza su una materia delicatissima a loro affidata. Un vero e proprio sopruso costituzionale. Che il crinale su cui si muove il governo sia strettissimo, lo dimostra anche l’atteggiamento che stanno tenendo le forze della maggioranza. E se un centrista come Casini afferma di sostenere “le scelte impopolari di questo governo perche’ sono utili al Paese”, anche il Pdl, con il segretario Alfano, auspica l’adozione di ricette di buon senso, utili “ad abbassare le tasse” e quindi anche a scongiurare l’aumento dell’Iva.

DA FINI A BERSANI – L’altola’ al governo arriva questa volta da altri fronti. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini avverte: “E’ giusto intervenire sull’acquisto di beni e servizi nella pa; di certo e’ meno giusto intervenire sui diritti sociali, a partire da quello alla salute’. Ancora piu’ esplicito il segretario del Pd Bersani. ‘Non accettiamo tagli alle prestazioni sociali, come la sanita’, la scuola, e i servizi essenziali dei comuni’ chiarisce.

Lucio Flipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Premesso che i governi tecnici non mi piacciono per nulla, mi domando se i nostri parlamentari sono solo capaci di dire no a questo no a quello quando è colpa del loro ammesso fallimento (dx e sx) se ci troviamo in questa situazione. Ma perchè non indicano con esattezza i tagli da fare e dove e poi, però, li confermano con il voto?

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