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Opinioni e commenti
 

SPENDING REVIEW: PER IL GOVERNO È UN CAMBIO RADICALE, CRITICI SINDACATI E AVVOCATI
Pubblicato il 06-07-2012


«Per la prima volta nella storia repubblicana si è deciso di ridurre il numero delle Province» che rappresenta «una vera e propria svolta nell’assetto dello Stato: basta con i microfeudi, ora è il momento di una riorganizzazione che deve essere il fulcro per uno Stato nuovo, innovativo, snello e più utile ai cittadini». Ad affermarlo è stato il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi che ha aggiunto: «Il processo che lo Stato compie può diventare anche una guida per le realtà private e il decreto sulla spending review ridurrà gli sprechi e migliorerà la vita di tutti i cittadini. Un’operazione che non rappresenta un allontanamento dello Stato dal territorio, ma che permetterà di eliminare costosi doppioni».

UN CAMBIO RADICALE DI FILOSOFIA – «È un cambio radicale di filosofia», spiega il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, che ha stilato una lista di 3.127 società che costano circa 7 miliardi all’anno, 2 dei quali solo per pagare i consigli di amministrazione. «Pagine e pagine di sigle improbabili, strutture create dal nulla, spesso per spartire poltrone e gestire potere», aveva denunciato l’Unione delle Provincie Italiane, chiedendo un intervento su queste strutture. Le strutture saranno dunque sfoltite, fatto salvo per le grandi società che operano su settori di interesse nazionale e anche quelle che, come le aziende di trasporto, pur essendo pubbliche operano servizi per i cittadini: non saranno toccate.

RAMMARICO DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE – Nonostante la dichiarazione del ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha definito la revisione delle circoscrizioni giudiziarie «una riforma epocale», di altro avviso è il Consiglio nazionale forense che, in una nota, esprime «vivo rammarico per la scelta compiuta dal Governo di approvare lo schema di decreto delegato sulla soppressione di Tribunali e Procure sub provinciali, nonostante la richiesta dell’avvocatura di applicare anche al comparto giustizia il meccanismo della spending review, come prescrive per tutti gli altri comparti pubblici lo stesso decreto legge approvato l’altra notte». «Il Consiglio nazionale forense rileva come la proposta del Ministero della Giustizia», continua il comunicato, «sia stata fatta sulla base di criteri astratti, che non tengono conto delle singole realtà territoriali, omettendo di calcolare i costi che deriveranno dall’accorpamento delle sedi».

L’IRA DEI SINDACATI – I segretari generali di Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-Fpl, Uil-Pa e Uil-Rua, in una nota unitaria, hanno definito il disegno di legge «una manovra d’emergenza priva di progettualità, una mannaia per i servizi pubblici resi ai cittadini e per i lavoratori che li offrono». «Ci mobiliteremo sicuramente nei prossimi giorni, ma per avere una riorganizzazione trasparente del pubblico impiego e per dare serenità ai lavoratori che continuano ad essere insultati» ha dichiarato il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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