martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

SPENDING REVIEW: VERSO L’ACCORDO SULLA SANITA’, MA I SINDACATI MINACCIANO LO SCIOPERO GENERALE
Pubblicato il 03-07-2012


Sembrerebbe trovato un accordo, seppur parziale, circa la spesa sanitaria, la voce più ingombrante da “tagliare” nell’ambito della spending review. Ma dai sindacati arriva un secco ‘no’ a tagli indiscriminati. A partire dal pubblico impiego e proprio dalla sanita’. E alla vigilia del tavolo a Palazzo Chigi, con le parti sociali, sulla spending review, dove il governo scoprira’ loro le carte, Cgil Cisl Uil e Ugl ieri hanno minacciato di tornare in piazza, non escludendo neppure uno sciopero generale: ‘Se servira’, lo faremo’, dice il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre anche dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è arrivato l’altola’ sui tagli al sociale (‘inaccettabili’). Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha auspicato che il risultato si traduca in meno tasse sulle imprese e più sviluppo.

I SINDACATI SULLE BARRICATE – “Se si faranno tagli tanto per farli, si faranno solo piu’ guai. A quel punto – torna ad avvertire il leader della Cisl – faremo iniziative in tutta Italia’, con mobilitazioni in ogni citta: Faremo quello che serve, se occorrera’ uno sciopero generale lo faremo, ma ci sono mille modi per protestare”. Bonanni insiste sulla necessita’ di un vero riordino amministrativo (a cominciare dall’accetta sulle province) e istituzionale. Questa volta, dice il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il governo “deve trovare le risorse solo tra coloro che non hanno pagato nulla di questa crisi, in primo luogo il sistema politico”. Quindi, avvisa, “se il governo cerchera’ di risparmiare i veri poteri forti che ci sono in questo Paese e se la prendera’ con gli impiegati pubblici, non potra’ che avere la nostra piu’ determinata opposizione. Lo sciopero? Certo, perche’ no”, risponde parlando da Napoli dove Cgil, Cisl e Uil e Ugl oggi pomeriggio sono intanto scesi in piazza per denunciare la drammatica crisi industriale ed occupazionale che sta colpendo la regione, simbolo della situazione nel Paese, con lo slogan ‘Lavoro, equita’, legalita’. Uno sciopero a cui eventualmente ‘ci costringera” l’esecutivo, sostiene sempre Angeletti, e che sara’ ‘politico: non solo per protestare, ma per dire in maniera netta ‘basta’, ovvero che bisogna cambiare la politica economica di questo governo’.

CONFINDUSTRIA, RIDURRE CARICO FISCALE A IMPRESE –  Gli statali hanno gia’ dato, compiendo “sacrifici con il blocco per tre anni dei contratti’, sostiene il leader della Cgil, Susanna Camusso, che piuttosto dice ‘via a consulenti e manager”. Chiede una boccata di ossigeno per le imprese, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: “Hanno un fardello sulle spalle”, quello del carico fiscale, ‘che fino ad ora hanno portato e hanno pagato in termini di incapacita’ di crescere e di produttivita”. Per questo, in vista del tavolo di domani mattina e del provvedimento sulla spending review, Squinzi dice di augurarsi che attraverso la revisione della spesa “si possano veramente accumulare quei fondi che permettano da un lato di ridurre la pressione fiscale e dall’altro di poter riprendere a fare investimenti nella direzione della crescita e dello sviluppo”.

VERSO L’ACCORDO SU SANITA’ – A sentire il governo le cose starebbero diversamente. Dopo giorni di incontri, colloqui e trattative, il governo avrebbe trovato la quadra sull’ingente contributo che la sanita’ pubblica dovra’ dare nell’ambito della spending review. La cifra dei risparmi, secondo quanto si apprende, dovra’ alla fine aggirarsi attorno agli 8,5 miliardi di euro in tre anni: un miliardo quest’anno, circa 3 miliardi nel 2013 e oltre quattro miliardi nel 2014. Il ministro della Salute Renato Balduzzi, sempre a quanto si apprende, avrebbe dovuto presentare gia’ nell’incontro interministeriale di di ieri sera un cospicuo dossier sui punti su cui intervenire per raggiungere il risparmio previsto, evitando tagli lineari che, secondo il ministero della Salute, avrebbero messo in ginocchio il servizio sanitario nazionale.

L’INCONTRO – Nella serata di ieri si sono incontrati il presidente Mario Monti e i ministri dello sviluppo, Corrado Passera, della pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ed il viceministro all’economia, Vittorio Grilli. Ma gli appuntamenti in programma per delineare definitivamente la spending review sono tanti e tutti scanditi nell’arco di circa cinquantaquattro giorni, tra il clima bollente che Caronte ha trascinato con sé e le altre preoccupazioni del Premier, soprattutto quelle relative all’Eurozona su cui riferirà domani.

PER BERSANI NECESSARIO IMPEGNO COMUNE – Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani sul tema della spending review legata alla P.A. ha ribattuto «bisogna andarci a fondo, bisogna vedere. Credo che nessuno auspichi l’aumento dell’Iva a cui ci ha inchiodato il duo Berlusconi-Tremonti. E quindi dobbiamo trovare altre soluzioni discutendo e vedendo se, come credo necessario e utile, si riesca a ridurre strutturalmente l’andamento della spesa della Pubblica amministrazione. Certamente c’è un grande margine, ma senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale, perché in questo momento per noi non sarebbe accettabile». Il segretario ha anche sottolineato la necessità di un impegno comune nel corso dei prossimi mesi, auspicandosi di riuscire a “creare un po’ di lavoro” e ha concluso ribadendo come negli enti locali possa trovarsi una “possibile medicina”.

IL PDL VUOLE LA “PREVIEW” DELLA SPENDING REVIEW – Un altro tema che ha tenuto banco ieri è stato quello della crescente disoccupazione giovanile che, secondo la democratica Finocchiaro, non è tanto distante dal poter essere considerata strettamente legata al pacchetto di tagli discusso in questi giorni: «È necessario che qualsiasi risorsa che viene individuata, a partire dai tagli della spending review, sia utilizzata per creare nuova occupazione. Ma accanto al rigore necessario servono misure che muovano l’economia reale e permettano ad imprese ma anche agli enti locali, ad esempio, di creare nuovi posti di lavoro». Sempre dal Pd, arriva il commento pungente di Massimo D’Alema che, dal canto suo, rivendica il successo ottenuto dalla spending review firmata in passato dal centrosinistra: «Quando sarà pronta esamineremo la spending review del governo Monti. Certo che sarà difficile che raggiunga i risultati ottenuti dal centrosinistra». Intanto il Pdl, attraverso la voce del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, richiede una “preview” della “review”: «Sulla spending review il Pdl chiede di ‘conoscerla prima’ in modo da poter effettuare le necessarie e adeguate valutazioni».

TREMANO POLIZIA, VIGILI DEL FUOCO E SANITÀ – Anche dalle realtà meno politiche e più “cittadine” arrivano segnali di preoccupazione, come dal sindacato di polizia che chiede un incontro diretto con il Premier Monti per “per evitare effetti negativi su sicurezza e difesa”. Anche l’Ugl Vigili del fuoco, attraverso il segretario nazionale Fernando Coltella, guarda con preoccupazione alla disciplina dei tagli: «La spending review dovrebbe essere uno strumento per organizzare al meglio un settore delicato come quello del soccorso pubblico e della protezione civile e non un’ascia pronta ad abbattersi su chi opera in prima linea, già tra mille difficoltà e con risorse sempre più scarse». Intanto tremano anche alcune organizzazioni sanitarie tra quelle designate ad essere sacrificate dai tagli, come l’Istituto Mediterraneo di Ematologia, contro la cui chiusura è stata organizzata un’assemblea cittadina a Roma per evitare che la fondazione, di primaria importanza per la ricerca e la cura delle malattie mediterranee, venga del tutto soppressa in base all’art. 11 comma n.1 della spending review.

 Vittoria de Petra

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