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Opinioni e commenti
 

Twitter e calcio, Paola Ferrari insultata minaccia querela: «No alla libertà d’insulto e di diffamazione vigliacca»
Pubblicato il 05-07-2012


Epiteti anonimi e offensivi, alcuni dei quali irripetibili, con pesanti allusioni fisiche, insulti riferiti all’eta’ e a presunti rifacimenti estetici. E’ stata la “compagnia” indesiderata sulle pagine di Twitter per tutta la durata della conduzione della trasmissione Stadio Europa sugli schermi Rai dedicata a Euro2012, e ora Paola Ferrari ha deciso di dire basta e di fare causa. La giornalista tv, conduttrice della Domenica Sportiva e volto di punta di Rai Sport, sta per citare il social network Twitter per diffamazione chiedendo un maxi risarcimento che, se ottenuto, andrà totalmente a favore delle famiglie delle vittime del terremoto in Emilia.

ALCUNI DEI TWEET INCRIMINATI mosca@moscatweet dà il via al balletto di commenti con: È sempre bello Incontri ravvicinati del terzo tipo… Ah no aspetta, è Paola Ferrari; segue la giornalista Selvaggia Lucarelli@stanzaselvaggia si chiede retorica: Ma i capelli bianchi alla Ferrari sono venuti dopo il quarto goal? e Numa Pompilio SBAM@Numa_Pompilio:Dateci Sara Carbonero e prendetevi Paola Ferrari #SpagnaItalia; Nicola brunialti@Nicolabrunialti si aggrega cinguettando: È incredibile ma Paola Ferrari sembra Alba Parietti che sembra Paola Barale che sembra Valeria Marini che sembra Patrizia, il trans di Lapo; poi i commenti la attaccano sul piano della sua fisicità prorompente con SandroSen™@Sandrosen1: Paola Ferrari è la dimostrazione che na vecchia pure se rifatta e’ sempre na vecchia. #zampedegallina; a seguire Stefano Quadraro@stequad: Ho guardato un attimo Paola Ferrari in tv e ora sono abbronzatissimo. #Euro2012; David Di Tivoli@David_IsayBlog : Limortaccituaaaaaa. Scusate mi è apparsa a sorpresa Paola Ferrari; fourthalf@fourthalf: Se Paola Ferrari e Ennio Doris facessero un figlio insieme verrebbe fuori una bottiglia di plastica; Alessio Viola@alessioviola: Io vedo la gente Paola Ferrari #SpagnaPortogallo; ItaliaRialzati@imfree81: Vado a mettermi il doposole. mi sono bruciato guardando Paola Ferrari; Marco@marco_zipangu: Il trucco di Paola Ferrari é offerto dalla Mapei.

L’INDIGNAZIONE DELLA CONDUTTRICE – «Lavoro nel giornalismo da piu’ di 30 anni e da 20 in Rai – ha commentato piccata la giornalista – e ho sempre accettato le critiche, anche quelle piu’ dure e a mio avviso immotivate, ben sapendo che fanno parte del gioco. Tuttavia con questo atto voglio dire un no chiaro. Il web non puo’ diventare solo una bacheca della diffamazione anonima, dell’insinuazione volgare e del razzismo solo perche’ nel web c’e’ la liberta’ di espressione. Non e’ giusto usare la rete e i social network per insultare le persone, senza la possibilita’ di un contraddittorio, e questo accade soprattutto con Twitter. Se il web e i blog vogliono giocare un ruolo serio nell’informazione, allora devono comunque attenersi alle regole deontologiche di base e alle norme civili che valgono fuori dalla rete. Nessuno si riunisce pubblicamente per diffamare o insultare qualcun altro o, se lo fa, per lo meno e’ passibile di denuncia. Ecco, credo allora che la cosa valga anche per Twitter”.

LA REAZIONE DI TWITTER ALLE MINACCE DI QUERELA – Non si è fatta attendere la reazione seccata e polemica della Rete con tweet caustici come Luca Faenzi@lucafaenzi che scrive: Fantastico. Paola Ferrari querela Twitter. Le andrebbe spiegato che è come querelare il telefono, o internet, o i segnali di fumo; l’anima de li@GiTode aggiunge: Bella idea quella di Paola Ferrari . Io pensavo di querelare la Basilicata, i mancini, e Facebook; #QuerelaConPaolaIlario@elmorisco commenta: Paola Ferrari querela Twitter: bacheca di vili diffamatori. Se alla fermata del tram scrivo col pennarello frasi contro di te quereli l’ATM?; oppure la giornalista Selvaggia Lucarelli@stanzaselvaggia si chieder retorica: Ma i capelli bianchi alla Ferrari sono venuti dopo il quarto goal?.

NO ALLA LIBERTA’ D’INSULTO – Paola Ferrari si dice d’accordo con la norma di legge proposta all’interno del DL intercettazioni dal ministro della Giustizia Paola Severino che imporrebbe la rettifica obbligatoria anche ai siti web. “La mia sara’ una battaglia per una informazione piu’ civile che si basa su una semplice regola: si’ e sempre alla liberta’ di critica, ma no alla liberta’ d’insulto e di diffamazione vigliacca e, soprattutto, anonima. Se dovessi ricevere un giusto risarcimento per i danni recati alla mia immagine professionale e personale, per altro costruita con il lavoro negli anni, tutto l’ammontare andra’ ai terremotati dell’Emilia, gente, quella si’, che merita a prescindere per la compostezza e il coraggio che mostra”.

I PRECEDENTI – Sono ormai molte le persone che si stanno ribellando alla ‘dittatura del web’ e citano siti e social network per diffamazione on line. Oltre ai casi internazionali di Hugh Grant e della famosa attrice cinese Zhang Ziyi, ora anche molti attori e persone dello show biz italiano, come hanno fatto recentemente Sabrina Ferilli e Serena Grandi, difendono la propria privacy da reati che si stanno configurando, anche in Italia, come molestie da web e cyberstalking.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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