lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Una carta d’Intenti che ci convince
Pubblicato il 31-07-2012


Ci convince la proposta di un patto di legislatura tra riformismo di stampo socialista europeo e cattolico democratico. Ci convince la scelta del leader attraverso primarie di coalizione. Noi giocheremo il nostro ruolo e avanzeremo le nostre proposte per l’Italia che ci sta a cuore: saremo i pretoriani del fronte laico, del merito e della redistribuzione della ricchezza. Le grandi riforme in Italia, a cominciare dal centrosinistra che l’anno prossimo compierà cinquant’anni, portano tutte la firma dei socialisti riformisti che si rifanno al socialismo europeo e i cattolici democratici.

È questa la migliore idea di intesa di governo ed è esattamente la proposta che noi facciamo da anni. Questo tipo di proposta deve essere allargata a movimenti civici nazionali, alla società civile, al mondo della cultura, dell’associazionismo. Metteremo in campo una coalizione responsabile che può vincere le elezioni nel 2013 e governare l’Italia. Di questa iniziativa ne stiamo discutendo in questi giorni con i vertici del Pse. Ne abbiamo tratto il convincimento di andare avanti lungo questa strada con decisione.

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Commenti all'articolo
  1. Il discorso di Bersani, oltre ai suoi compagni e amici, sembrava rivolto alle forze “liberali, moderate, centriste, d’ispirazione costituzionale ed europeista. Non ho ascoltato alcun richiamo al Socialismo ne tantomeno al Socialismo Europeo.

  2. non mi piace l’alleanza con i cattolici perchè ci sarà sempre qualcosa su cui non si andrà d’accordo a partire dalle potenziali riforme sociali(leggi aborto, unioni di fatto e procreazione assistita)

  3. L’accordo di governo tra socialisti e cattolici è praticabile, lo dimostra l’esperienza italiana dal 1963 al 1992. Durante quegli anni furono approvate le leggi sul divorzio e sull’aborto, con le due forze schierate su fronti contrapposti senza che la maggioranza di governo ne risentisse: questo perchè i leaders dei due partiti tennero le questioni di coscienza e dei diritti civili al di fuori del programma di governo. Invece, oggi, quest’alleanza è criticabile da un altro punto di vista. Viene effettuata a monte delle elezioni, in un sistema elettorale maggioritario in cui i socialisti non sono polo aggregante (lo è l’ibrido catto-comunista) per costituire un cartello elettorsle. Si perpetua l’anomalia italiana: sinistra non quidata da una forza individuabile dall’elettorato come socialista, alleanza elettorale tra forze che fanno parte o sono vicine , a livello europeo, delle due famigliie politiche tra loro alternative : PSE e PPE. Va bene come soluzione d’emergenza, ma è chiaro che l’obiettivo suspicabile resta un altro.

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