sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Una Provincia sì e una no
Pubblicato il 25-07-2012


C’è davvero molta confusione nelle scelte del governo a proposito delle province. Intanto bisognerebbe ricordare che stiamo parlando delle province come istituzioni amministrative, non delle province come entità geografica, che non penso proprio verranno modificate, altrimenti si verificherebbe il paradosso di dover riconsiderare le targhe delle automobili, l’esistenza dei tribunali, degli ospedali a dimensione provinciale e delle aziende provinciali, oltre al resto (che fine faranno i prefetti e i questori?).

La dimensione provinciale credo proprio che resterà intatta. E’ ancora una dimensione importante e incancellabile, non tanto dal punto di vista istituzionale, ma soprattutto per il sistema dell’informazione (i giornali e le tivù sono provinciali). Se così non fosse dovremmo concludere che la proposta che ci viene sottoposta è di considerare il comune di Reggio in provincia di Modena, il chè farebbe anche ridere, no? Parliamo però non già più della soppressione delle province come istituzioni amministrative, come fino a qualche mese fa si ipotizzava. Via tutte le province, dunque, e sostituzione delle stesse con consorzi di sindaci e parallelamente con nuove funzioni attribuite ai comuni e alle regioni.

Adesso si parla di riordino ed è un passo indietro e nel fosso. Sostanzialmente si vuole ridurre di più della metà (47 su 107) il numero delle province italiane, eliminando quelle che non superano i 350mila abitanti o una superfiecie di2.500 chilometri. Naturalmente si tratta di criteri assolutamente soggettivi. Reggio Emilia, ad esempio, dispone di una popolazione che supera i 500mila abitanti (mentre province di soli 350mila abitanti vengono salvate) e una superficie inferiore ai2.500 chilometri. Dunque sarebbe soggetta al taglio, contrariamente a Pesaro-Urbino e a Frosinone. E qui nasce il problema. Che vuol dire “taglio”? Significa probabilmente accorpamento (con Parma e Piacenza o con Modena?).

E poi, se si sceglierà il vecchio ducato estense di Modena e Reggio, magari cedendo Guastalla al ducato di Parma e Piacenza, l’accorpamento determinerà la costituzione della provincia di Modena a cui aderirà anche Reggio Emilia, come Fiorano e Zocca, o si formerà la provincia di Modena e Reggio Emilia, come si chiama la stessa nostra università?

Prendiamo anche per buona quest’ultima ipotesi, la migliore per noi. Che ne sarà ad esempio di Iren, che vede insieme Reggio con Parma, Piacenza e poi Torino e Genova, mentre Modena è con Bologna in Hera? Non penso sarà possibile che la stessa provincia si divida in due nei servizi. Il buon Mastella si è subito informato se la sede della nuova provincia sarà Benevento o Avellino e la risposta è che sarà la provincia con maggior numero di abitanti.

Dunque per noi sarà Modena. Bel colpo, non c’è che dire. Non penso chela Toscanaaccetterà che la sola provincia a resistere sia quella di Firenze. Livornesi e pisani come la metteranno, se restano Viterbo e Rieti? Prevedo una tal confusione, frutto di proteste, richiami, emendamenti e opposizioni, che alla fine o si tornerà alla proposta originaria (la più saggia) di eliminare tutte le province o non se ne farà nulla. Possibile che questi benedetti tecnici non l’abbiano capita? Spetta anche a noi consigliar loro la via giusta. Ne hanno proprio bisogno.

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