domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Vaticano smentisce le indiscrezioni sui complici del “corvo”: nessun indagato
Pubblicato il 23-07-2012


Nuovi corvi su Piazza San Pietro: secondo indiscrezioni circolate in giornata, le indagini della Commissione avrebbero portato ad iscrivere fra gli indagati tre persone molto vicine a Benedetto XVI. Ma, dopo poco, arriva secca la smentita del Vaticano che, attraverso le parole del direttore della Sala stampa della santa Sede, padre Lombardi, fa sapere che si tratterebbe di una notizia falsa ricopiata da un giornale tedesco e specifica che il fatto di essere ascoltati in Commissione «non vuole dire in alcun modo essere sospettati o indagati».

LE INDISCREZIONI – Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa accusato di essere il “corvo” del Vaticano, forse non ha agito da solo: si estendono, infatti, ad altre tre persone le indagini intorno al “Vaticanleakes”, cioè il caso fuga di notizie contenenti informazioni private del Santo Padre. Come nel caso del maggiordomo, i tre sospetti sarebbero persone appartenenti alla stretta cerchia del Papa. Si tratterebbe della governante del Pontefice Ingrid Stampa e dell’ex segretario di Ratzinger Josef Clemens. A questi si aggiungerebbe anche il cardinale Paolo Sardi, ghostwriter di Benedetto XVI. Fin qui quanto riferito, in mattinata, dal quotidiano la Repubblica. La notizia ha iniziato a circolare ed è stata rilanciata da vari giornali. Repubblica riferisce anche di una presunta sospensione dei tre dalle loro cariche.

LA SMENTITA DEL VATICANO – Ma dopo poco arriva dura la smentita della Santa Sede che, in un comunicato «esprime ferma e totale riprovazione per tali pubblicazioni, non fondate su argomenti oggettivi e gravemente lesive dell’onorabilità delle persone interessate, da molti anni al fedele servizio del Santo Padre». In un articolo apparso sul sito di Radio vaticana, inoltre, è lo stesso direttore della Sala stampa della Santa Sede padre Lombardi ad affermare che «l’articolo di Repubblica di questa mattina sulla vicenda della fuga di documenti vaticani ricopia (in diverse espressioni anche letteralmente e non solo nella citazione finale) un articolo firmato da Paul Badde, apparso su Die Welt online una settimana fa (15 luglio), senza aggiungere praticamente nulla se non alcuni argomenti non pertinenti e interpretati in modo infondato». «Faccio notare», continua Lombardi, «che l’articolo di Die Welt non era stato ripreso finora dalla generalità della stampa tedesca, che ne aveva giustamente riconosciuto l’evidente parzialità e la grave responsabilità di indicare alcune persone come corresponsabili senza argomenti oggettivi. Per questo non avevo ritenuto opportuno reagire ad esso con decisione». Lombardi ha, inoltre, specificato che i tre non sono stati sospesi dalle loro mansioni.

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